Tensioni in Medio Oriente, petrolio in rally

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A cura di Antonio Arricale I futures sul greggio scambiati a New York hanno segnato un rally fino a +3,6%, sulla scia delle tensioni geopolitiche che vedono protagonista in queste ore il A cura di Antonio Arricale I futures sul greggio scambiati a New York hanno segnato un rally fino a +3,6%, sulla scia delle tensioni geopolitiche che vedono protagonista in queste ore il bombardamento dell’Arabia Saudita contro le postazioni dei ribelli sciiti Huthi, in Yemen. Il rally scatenato dagli ultimi eventi ha portato le quotazioni del contratto WTI scambiato sul Nymex di New York a estendere la fase rialzista iniziata lo scorso 19 marzo fino a segnare un rally +16%, il più sostenuto basandosi sui valori di chiusura dal febbraio del 2011; il Brent ha sfiorato inoltre quota $60, balzando fino a +5,7% a $59,71 al barile. Vendite sull’azionario di tutto il mondo; particolarmente colpite le borse del Medio Oriente, con Dubai scesa -4% (l’indice ha registrato la perdita su base giornaliera più forte di quest’anno), Abu Dhabi -1,9%. L’indice Tadawul All Share dell’Arabia Saudita è crollato -5%, con nessuno dei suoi 168 titoli che ha segnato un rialzo Borse asiatiche Seduta debole questa mattina per le principali borse asiatiche. Il Nikkei ha ceduto l’1,39%, Hong Kong arretra dello 0,1% e Seoul ha perso lo 0,99%. In contro tendenza Shanghai che recupera mezzo punto percentuale dopo il calo delle ultime sedute. Le vendite sono arrivate in scia al negativo andamento di ieri a Wall Street dopo i dati macro statunitensi inferiori alle attese (ordini di beni durevoli) che assieme a quelli recenti sull’andamento dell’economia cinese mostrano segni di un rallentamento globale che preoccupa gli addetti ai lavori. Tra i titoli nipponici che hanno fatto registrare le performance peggiori spiccano Tokyo Electron e Sumco Corp che hanno ceduto più di 5 punti percentuali mentre si sono mossi in contro tendenza tra gli altri Tokuyama corp, Nisshin Steel e Inpex. In Cina da segnalare che Zte ha comunicato mercoledì di aver registrato il balzo degli utili del 94% nel 2014 a 2,63 miliardi di yuan (oltre 380 milioni di euro). Il gruppo, specializzato nella produzione di infrastrutture di rete e terminali mobili, nel passato esercizio aveva segnato ricavi in crescita dell’8,3% a 81,47 miliardi di yuan (pari a poco meno di 12 miliardi di euro). Graficamente il calo del Nikkei appare fisiologico dopo il prolungato rialzo degli ultimi mesi e non compromette per il momento la solidità della struttura rialzista di fondo dell’indice nipponico. Borsa Usa A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in netto ribasso. Il Dow Jones ha perso l’1,62%, l’S&P 500 l’1,46% e il Nasdaq Composite il 2,37%. Listini a picco a causa principalmente del dato macroeconomico inferiore alle attese pubblicato in giornata. A febbraio gli ordini di beni durevoli hanno fatto registrare un decremento dell’1,4% su base mensile dal +2,0% rilevato in gennaio (rivisto da +2,8%), a fronte di un incremento dello 0,3% stimato dagli addetti ai lavori. L’indice “core”, ovvero depurato dal settore trasporti per la difesa, è diminuito dello 0,4% su base mensile dopo la variazione nulla della rilevazione precedente. L’indice tecnologico è stato penalizzato inoltre dal forte calo dei titoli biotech e dei produttori di semiconduttori. Sul fronte societario Kraft Foods +35,62%. Il gruppo alimentare ha annunciato un accordo per la fusione con H.J. Heinz, società dello stesso settore controllata da 3G Capital e Berkshire Hathaway. In base agli accordi gli azionisti Kraft avranno il 49% del capitale della nuova società che diventerà il terzo gruppo alimentare nord-americano e il quinto a livello mondiale e riceveranno un dividendo straordinario di 16,50 dollari per azione. Il giro d’affari del nuovo gruppo sarà pari a circa 28 miliardi di dollari. Europa Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso a causa del calo dei titoli tecnologici e finanziari. Il Dax30 di Francoforte cede l’1,5%, il Cac40 di Parigi lo 0,8%, il Ftse100 di Londra lo 0,5% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,8%. Brillano invece i petroliferi, favoriti dal recupero delle quotazioni del greggio, e i minerari. Italia Il Ftse Mib segna -1,17%, il Ftse Italia All-Share -1,24%, il Ftse Italia Mid Cap -1,75%, il Ftse Italia Star -2,15%. Correggono i titoli del risparmio gestito dopo il recente rally: in rosso Azimut (-4,2%), Mediolanum (-2%), Anima Holding (-2,4%). STMicroelectronics (-3,8%) perde ulteriore terreno dopo il -4,4% di ieri sulla debolezza del Nasdaq e dei titoli del settore semicondu ttori USA: ieri AMD ha ceduto il 5,7%, Texas Instruments il 4,6%, Intel il 2,9%. Proseguono le vendite sui titoli del settore lusso: particolarmente deboli Salvatore Ferragamo (-3,3%), Moncler (-2,4%), Geox (-2,6%). Positivi i petroliferi grazie al rimbalzo del greggio in scia al crescere delle tensioni in Yemen, dove i ribelli sciiti Huthi hanno messo sotto assedia la capitale Aden e, secondo l’Associeted Press, spinto il presidente Abdrabbuh Mansour Hadi a lasciare il Paese. A quanto pare la confinante Arabia Saudita ha ammassato forze militarilungo la frontiera con lo Yemen. Totto ciò ha spinto il Brent a 59,76 dollari/barile (massimo dal 9 marzo) e il WTI a 52,48 (massimo dal 20 febbraio). L’indice EURO STOXX Oil & Gas segna +1,4% circa, a Milano Eni +1,3%, Tenaris +1,4%, Saipem +0,8%. Estrema volatilità per Pininfarina (-6,6%) che sale a +11%, dopo il + 26% di ieri, nei primi scambi e poi imbocca la via del ribasso. L’azionista di controllo Pincar, su richiesta della Consob, ha comunicato che non esistono al momento accordi per la cessione all’indiana Mahindra della propria quota (circa il 76% del capitale dell’auto designer) e ricordato che le azioni Pininfarina di proprietà di Pincar sono attualmente in pegno alle banche creditrici e che quindi ogni eventuale accordo dovrebbe essere approvato dai 13 gruppi bancari attualmente creditori pignoratizi.


I dati macro attesi oggi Giovedì 26 marzo 2015 08:00 GER Indice GfK fiducia consumatori apr; 08:45 FRA PIL (finale) T4; 10:00 EUR M3 dest. feb; 10:30 GB Vendite al dettaglio feb; 13:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione; 14:30 CAD Discorso del Governatore BOC Poloz 14:45 USA Indice PMI servizi (prelim.) mar.