Terra dei Fuochi
il dossier di Legambiente

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Rinascita e riscatto. E’ questo quello che chiede la Terra dei Fuochi, l’area a cavallo delle province di Napoli e Caserta simbolo e paradigma dei traffici illeciti di rifiuti e dell’estrema “Rinascita e riscatto. E’ questo quello che chiede la Terra dei Fuochi, l’area a cavallo delle province di Napoli e Caserta simbolo e paradigma dei traffici illeciti di rifiuti e dell’estrema pericolosita’ dell’ecomafia. Nel 2014 arriva finalmente il decreto legge ‘Terra dei Fuochi’, convertito poi in legge il 6 febbraio 2014, per fronteggiare l’emergenza. Ma a un anno dall’approvazione della legge in questione, troppi sono i ritardi legati alla sua attuazione“. Questa la denuncia di Legambiente che, oggi, a un anno dall’entrata in vigore della legge pubblica il dossier “Terra dei Fuochi: a che punto siamo”, presentato oggi a Caserta, con tutti i dati e le storie della mancata bonifica di una delle aree piu’ martoriate del Paese sotto il punto di vista ambientale. “Serve un’azione rivoluzionaria che restituisca chiarezza e trasparenza sullo stato di contaminazione di questo territorio, dei suoli e delle falde, che predisponga le adeguate misure di bonifica e di contrasto alle illegalita’ e che dia tutte le informazioni necessarie ai cittadini“, commenta Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania. Dati fermi da un annoGli unici dati presentati dai ministeri delle Politiche agricole, dell’Ambiente e della Salute sullo stato di contaminazione nei 57 Comuni perimetrati (diventati nei mesi successivi 88), risalgono alla conferenza stampa dell’11 marzo 2014. I risultati delle indagini dirette sui terreni di 51 siti definiti ‘prioritari e maggiormente a rischio’ in 7 Comuni non sono ancora stati resi noti, anche se i lavori sul campo sono stati conclusi e la pubblicazione dei risultati doveva essere fatta entro il 9 giugno 2014. In questi 57 Comuni ci sono ancora 1.335 siti potenzialmente inquinati su cui non sono state fatte ancora analisi dirette. Anche le bonifiche rimangano una chimera: nella maggior parte dei casi tali operazioni non sono neanche iniziate. Fino ad oggi non sono state previste neanche le attivita’ di risanamento delle falde fortemente contaminate e nelle aree agricoleRoghi e tumori Oltre ai fortissimi ritardi sul risanamento“, l’associazione ambientalista ricorda come in questo territorio devastato dalle ecomafie “continua il fenomeno dei roghi dei rifiuti che si aggiungono alle altre attività illecite connesse allo smaltimento illegale dei rifiuti. Inoltre, nonostante le rassicurazioni governative, i rischi sanitari sono sempre piu’ evidenti. Secondo una ricerca condotta dall’Istituto superiore di sanità (Iss) ci sarebbe un eccesso di mortalità e di ospedalizzazione nella popolazione residente nei 55 comuni della Terra dei Fuochi per diverse patologie tumorali e eccessi di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori e di tumori al sistema nervoso centrale nella fascia di eta’ 0-14 anni“. Bonifiche mancate Tra i ritardi riguardanti l’applicazione del decreto, Legambiente denuncia “il risanamento ambientale di questo territorio sia ancora fermo al palo a 17 anni dall’inserimento del sito nel programma nazionale di bonifica (dal 2013 quest’area e’ diventata incomprensibilmente di competenza della Regione, grazie ad un decreto contro il quale Legambiente ha fatto ricorso al Tar). Anche se approvato nel giugno 2013, anche il Piano regionale di bonifica non ha garantito nessun risultato concreto. Su oltre 2.000 siti contaminati individuati nell’area dell’ex sito di interesse nazionale ‘Litorale Domitio Flegreo e Agro Aversano’, solo per lo 0,2% sono stati fatti o sono in corso le attivita’ di bonifica, solo il 21,5% e’ stato caratterizzato e analizzato, mentre per circa il 74% non e’ stata ancora svolta nessuna attivita’“.