Terra dei Fuochi, relazione del Senato: Meno roghi, ma aumentano i tumori nell’area dell’Asl Napoli 3

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“Il contrasto dei roghi di rifiuti nella Regione Campania evidenzia una tendenza, nell ultimo quinquennio, alla diminuzione del fenomeno nei 90 Comuni della Terra dei fuochi. È un dato consolidato e confermato dalle segnalazioni dei vigili del fuoco: dai 3984 interventi complessivi effettuati nel 2012 ai 1814 interventi alla fine del 2016, con una differenza di -2170 interventi nelle due province (-55%), mentre su base provinciale il calo è stato di -1403 per Napoli (-52%) e di -767 per Caserta (-60%)”. È solo uno dei dati contenuti nel documento conclusivo dell’indagine conoscitiva “Inquinamento ambientale ed effetti sull incidenza dei tumori, delle malformazioni feto-neonatali ed epigenetica”, diretta allo studio della Terra dei fuochi, effettuata dalla commissione Igiene e sanità del Senato. L’indagine, coordinata dai relatori Lucio Romano (Autonomie) e Maurizio Romani (Idv), è stata autorizzata dal presidente del Senato il 10 giugno 2013 ed oggi, con tutta probabilità, verrà approvata. L’indagine ha riguardato gli aspetti inerenti le patologie tumorali in relazione all area della Terra dei fuochi. “Non sono riportati in questa relazione quelli di riferimento alle malformazioni feto-neonatali e l epigenetica – precisa però il documento conclusivo – che richiedono ulteriori approfondimenti sulla base di dati georeferenziati maggiormente documentati e a tutt oggi non disponibili”. Dall indagine “emerge l importanza di una rigorosa metodologia interdisciplinare che potrà dare proficui risultati se condivisa dalle tante istituzioni coinvolte sul tema, evitando inutili e improduttive frammentazioni con parcellizzazioni di analisi o di interventi nei più vari settori”. Il territorio attualmente perimetrato come Terra dei fuochi include 90 Comuni, suddivisi per registro tumori/asl.
Per esempio nell’area del registro tumori/asl 3 di Napoli Sud, che comprende 35 comuni, emerge come “questo territorio, area metropolitana di Napoli, sta perdendo in modo rapidamente progressivo le caratteristiche di area con ‘fattori protettivi’ che storicamente hanno caratterizzato le popolazioni meridionali nei confronti della patologia neoplastica, allineando i propri dati con quelli dell Italia centro-settentrionale – si legge nella relazione – È possibile che tale progressivo allineamento sia determinato dall uniformazione di fattori di rischio variamente combinati quali in particolare: inquinamento ambientale, stili e abitudini di vita, globalizzazione dei circuiti di approvvigionamento e distribuzione alimentare, rischi occupazionali. Nel dettaglio, il tasso complessivo di incidenza oncologica, cioè l’insieme di tutti i tumori maligni, nel confronto con il pool di registri dei tumori del Sud Italia, risulta più alto con differenze statisticamente significative in entrambi i generi (nei maschi: +46 punti percentuali; nelle donne: +21 punti percentuali). Il tasso complessivo di mortalità oncologica, anche in confronto con il pool di registri dei tumori nazionali, risulta più alto per tutti i tumori rilevati nell area del registro. In particolare, sulla mortalità pesano i maggiori tassi di incidenza dei tumori del polmone e del fegato, entrambi a cattiva prognosi. “È dato consolidato – evidenzia poi la relazione – che la deprivazione socio-economica, in termini di diseguaglianza, influenza in maniera significativamente negativa le condizioni di salute, l incidenza e la mortalità oncologiche. In aree che rientrano nel perimetro della Terra dei fuochi, fortemente segnate da bassi livelli socio-economici, la povertà rappresenta concretamente un rilevante fattore di rischio per la patologia oncologica”. Per quanto riguarda i cluster di incidenza in prossimità di discariche la relazione evidenzia come in nessuna delle aree indagate, situate a 500, 1000 e 3000 metri dalle discariche in studio, sia stato rilevato alcun cluster per le patologie oncologiche indagate. “Il dato che ‘ad oggi’ non sono stati evidenziati cluster – sottolinea però il documento – non significa che cluster non potranno verificarsi in futuro, data la lunga latenza della patologia oncologica. Ciò implica, tenuto conto del ruolo svolto dall inquinamento ambientale, unitamente ad altri fattori, nell insorgenza dei tumori, che in Regione Campania vada potenziato un sistema di monitoraggio costante delle condizioni di salute della popolazione, con particolare riferimento a quelle parti del territorio regionale che da circa 30 anni sono state oggetto di sversamenti illegali di sostanze pericolose”.
Una parte della ricerca ha riguardato i bambini ed i ragazzi. Attualmente, dei circa 3 milioni di abitanti residenti nel territorio dei 90 comuni inclusi nella Terra dei fuochi, circa 520mila sono bambini (0-14 anni) e 200mila adolescenti (15-19). Tale popolazione infantile costituisce circa il 60% dei residenti regionali della stessa fascia di età. Nel periodo 2008-12 ci sono state 717 (436 in bambini e 281 negli adolescenti) nuove diagnosi di tumore maligno registrato nella popolazione infantile residente in quest area. Il tasso standardizzato di incidenza, l’insieme di tutti i tumori, in entrambi i generi, sia nei bambini che negli adolescenti, in linea con il dato nazionale e con quello regionale. Anche dal confronto tra tassi d incidenza per genere e fascia di età per tutti i tumori maligni, tra la Terra dei fuochi e l area della Regione, non sono emerse differenze significative. Il Registro dei tumori “completerà, entro la fine del 2017, il biennio d incidenza 2013-14 – evidenzia la relazione – e sta procedendo alla realizzazione di analisi di maggiore dettaglio e con differenti tecniche statistiche, riguardanti la distribuzione sub-provinciale dell incidenza e della mortalità per tipologia di tumore, genere ed età di esordio, con il limite riconosciuto ai fenomeni rari, caratterizzati da bassa numerosità della casistica”.
Relativamente ai prodotti agroalimentari la relazione evidenzia le misure messe in campo dal decreto Terra dei fuochi, ovvero le determinazioni analitiche inerenti i parametri non normati, “che, in generale, non hanno evidenziato particolari criticità”. Attualmente si stanno esaminando i dati ambientali disponibili relativi ai 158 siti indagati nel 2015 per una superficie di 1.246.711 mq. Si sta procedendo alla mappatura dei terreni agricoli sospetti ricadenti nel territorio dei Comuni di Ercolano e Calvi Risorta, inseriti nel territorio della Terra dei fuochi. “È necessaria – evidenzia la relazione – la rapida attuazione degli interventi di bonifica, ripristino ambientale e messa in sicurezza delle aree destinate alla produzione agricola e all’allevamento” oltre all attuazione “del Regolamento con la definizione dei parametri fondamentali di qualità delle acque destinate ad uso irriguo su colture alimentari”. In Campania, evidenzia il documento, le adesioni agli screening, con i dati disponibili riferiti al 2016, sono state decisamente basse: mammella 16,04% ad eccezione dell ‘Asl Caserta con il 65,48%; cervice uterina 16,17%; colon-retto 7,7%. “È necessario e urgente – sostiene la commissione – procedere ad una riformulazione del programma screening”.