Terra dei Fuochi, tra bonifiche incomplete e segnali di rinascita: il tour di Ecogiustizia Subito

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Cinque tappe nel cuore della Terra dei Fuochi per mostrare ciò che ancora non funziona e ciò che, contro ogni pronostico, funziona già. È il senso del tour “Terra dei Fuochi: luoghi di impegno e rigenerazione”, promosso dall’alleanza Ecogiustizia Subito, che riunisce Acli, Agesci, Arci, Azione Cattolica, Legambiente e Libera.

Una giornata sul territorio, con la partecipazione del Commissario unico per la Terra dei Fuochi, Giuseppe Vadalà, per fare il punto su bonifiche, risorse disponibili, ritardi accumulati e prospettive future. Il tutto a un anno dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha condannato lo Stato italiano per non aver tutelato adeguatamente salute e ambiente in una delle aree più martoriate del Paese.

La prima tappa: Casal di Principe e il presidio della legalità

Il tour è partito da Casal di Principe, con la visita al Comitato Don Peppe Diana, simbolo di resistenza civile e impegno sociale in un territorio segnato a lungo da criminalità ambientale e silenzi istituzionali. Un punto di partenza non casuale: qui la rigenerazione passa prima di tutto dalla legalità.

Dai siti bonificati alla bioeconomia

A Villa Literno la seconda tappa ha portato in un sito già bonificato, con un confronto diretto con il sindaco sul riuso dei territori risanati.
A Santa Maria la Fossa spazio all’esperienza della Cooperativa sociale Terra Felix, impegnata in un progetto di bioeconomia circolare che dimostra come ambiente e lavoro possano convivere.
La quarta tappa ha interessato il Consorzio di Bonifica del Volturno, con la visita all’impianto di pompaggio e all’impianto fotovoltaico galleggiante.
Chiusura al Centro di ricerca Novamont di Piana di Monte Verna, con un approfondimento dedicato ai temi della bioeconomia e dell’innovazione industriale sostenibile.

“Qui la transizione ecologica non è uno slogan”

“Nella Terra dei Fuochi, accanto ai tanti problemi ancora da risolvere, esiste una rete diffusa di realtà sociali ed economiche impegnate nella rinascita del territorio”, sottolineano le associazioni di Ecogiustizia Subito.
Una rinascita che convive con le responsabilità accertate: “La sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha parlato chiaro, chiamando in causa gravi inerzie e sottovalutazioni istituzionali”.

Secondo l’alleanza, raccontare e rafforzare queste esperienze è essenziale per dare forza alla richiesta di accelerare bonifiche e riqualificazione: “Qui la transizione ecologica è una priorità, insieme alla mitigazione del rischio sanitario. È un atto dovuto verso comunità che resistono ogni giorno ai veleni dell’ecomafia”.

I numeri della Terra dei Fuochi: 81 siti da risanare

I dati presentati dal Commissario unico restituiscono la dimensione del problema.
Sono 81 i siti contaminati censiti da bonificare. Di questi, 14 sono aree di interesse primario, otto a impulso misto con altre istituzioni e sei a impulso diretto del Commissario. Lo stato di avanzamento degli interventi su queste aree è fermo al 35%, con la previsione di un aumento del numero dei siti prioritari nel corso della missione.

Dal 2013 al 2025 sono stati finanziati progetti per 242 milioni di euro, ma le risorse effettivamente impiegate ammontano a 64 milioni. Per completare le opere entro il 2035 serviranno altri 2,5 miliardi di euro.

Terreni agricoli sotto osservazione

Sul fronte agricolo, 8.700 ettari sono stati classificati come potenzialmente a rischio. Le analisi dirette hanno riguardato finora 826 ettari:

  • 110 ettari sono stati dichiarati inidonei alla coltivazione e interdetti per motivi di sicurezza ambientale e sanitaria

  • Sono in corso verifiche su altri 500 ettari

Rifiuti: 43 mila tonnellate rimosse, ma non basta

Tra il 2013 e il 2025 sono state rimosse circa 43.000 tonnellate di rifiuti, grazie alle attività della SMA e delle società municipalizzate, con una spesa di 50 milioni di euro.
Per il periodo 2025–2035 è prevista la rimozione di altre 33.000 tonnellate, con un fabbisogno stimato di 30 milioni di euro.

Solo tra agosto e ottobre 2025 sono stati effettuati 131 sopralluoghi su siti di abbandono, ciascuno corredato da schede tecniche con localizzazione, documentazione fotografica e stima dei materiali presenti.

Sanità: quasi 90 mila screening in quattro mesi

Sul versante sanitario, le quattro ASL competenti hanno trasmesso i dati aggiornati fino a settembre 2025.
Tra il 1° maggio e il 1° settembre 2025 sono stati effettuati 89.281 esami, con una media mensile di 19.572 prestazioni. Gli screening hanno riguardato test per il sangue occulto, Pap test, ecografie mammarie, colonscopie e colposcopie.

È stata avviata una collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità per uno studio sulla correlazione tra dati ambientali ed epidemiologici, con l’obiettivo di rendere i risultati accessibili ai cittadini in un’ottica di trasparenza e prevenzione.

Ecomafie: i reati aumentano

Secondo i Rapporti Ecomafia di Legambiente, tra il 2023 e il 2024 nella provincia di Napoli i reati nel ciclo dei rifiuti sono passati da 475 a 605 (+27,4%). Le persone denunciate sono aumentate del 48,6% e i sequestri del 57,9%.
In provincia di Caserta i reati sono cresciuti dell’8%, con un calo dei denunciati ma un aumento dei sequestri del 22,5%.

Un dato che racconta una doppia verità: la pressione criminale resta alta, ma l’azione investigativa è più incisiva.