Terremoto a Ischia, chi sono le due donne morte. Bilancio definitivo dei soccorsi: 42 feriti, uno grave

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Si chiama Lina Balestrieri in Cutaneo, 59 anni, di Barano d’Ischia (Napoli) ma residente a Ischia, mamma di 6 figli, e sorella di Pasquale, consigliere comunale a Ischia, la prima vittima del terremoto di ieri a Casamicciola. La donna è rimasta schiacciata dal cornicione di una chiesa che le è crollato addosso dopo aver parcheggiato l’auto e mentre stava per entrare in chiesa. La seconda vittima, rimasta sepolta nella casa crollata in località Maio, sempre a Casamicciola, si chiamava Marilena Romanini, 65 anni, nata a Brescia, ma residente a Monte San Giusto (Macerata). La Romanini era sull’isola in vacanza.

Aveva mantenuto la residenza nelle Marche, a Monte San Giusto (Macerata), ma aveva lasciato il paese da diversi anni Marilena Romanini, 65 anni, una delle vittime del terremoto di Ischia. La donna, una pensionata originaria di Brescia, ha vissuto per un periodo nel comune maceratese, dove però, stando a quanto si è appreso finora, non avrebbe parenti. La Romanini è morta nel crollo di uno dei palazzi dell’isola campana.

IL BILANCIO DEFINITIVO
“Si può dichiarare chiusa l’attività di emergenza-urgenza sanitaria in favore delle vittime del terremoto che ha colpito l’isola di Ischia nella serata di ieri”. Così in una nota la Asl Napoli 2 nord da cui dipende l’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno. Il bilancio definitivo delle cure prestate dai medici dell’ospedale e del 118 è di 42 feriti, di cui solo 16 hanno richiesto un ricovero. Uno di essi è stato trasferito già nella notte di ieri al Cardarelli di Napoli, a causa di gravi ferite che richiedevano cure di alta specializzazione: l’uomo è ricoverato con prognosi riservata. Al Rizzoli di Ischia sono terminati gli ultimi interventi chirurgici volti a ridurre le fratture e ricomporre le ferite. Tutti i feriti e i familiari sono stati supportati dall’intervento di quattro psicologi ed uno psichiatra del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Napoli 2 Nord. I sanitari prevedono che entro 5 giorni tutti i feriti ricoverati al Rizzoli possano tornare a casa.