Terremoto a Ischia, il Cardinale Sepe nella zona rossa: Grande dignità dei familiari delle vittime

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Il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe è arrivato alla zona rossa di Casamicciola (Napoli), in piazza Maio per una visita delle zone maggiormente colpite dal sisma del 21 agosto scorso. Il cardinale ha imboccato la zona rossa percorrendo via D’Aloisio e via Serrato dove è crollata la palazzina che ha intrappolato 8 persone, tra cui una delle due donne che hanno perso la vita, e dove miracolosamente si sono salvati i tre fratellini seppelliti dalle macerie per ore. Qui il cardinale di Napoli ha sostato per un momento di preghiera. Sepe è accompagnato dal vescovo Lagnese e da un folto numero di vigili del fuoco oltre che dai sindaci di Casamicciola e Lacco Ameno. Anche il commissario straordinario per l’emergenza sisma, Giuseppe Grimaldi, accompagna la visita cardinale. 
“Dobbiamo evitare gli estremismi, di chi dice ‘non è successo niente’ e di chi dice che è ‘tutto distrutto'” ha detto il cardinale ai giornalisti appena uscito dalla zona rossa. “Dire che non è successo niente è sbagliato perché basta guardare e vedere i volti della gente che esprimono sofferenza, dolore, soprattutto che esprimono speranza in questo momento di ricostruzione”, ha detto il cardinale. “Che sia ‘tutta distrutta’ Ischia poi… Anche qui basta camminare, girare e vedere anche la tranquillità, la serenità della stragrande maggioranza della popolazione che è serena, tranquilla e che vuole un’isola attrattiva come è sempre stata, se tutti collaboriamo, a cominciare dalle istituzioni; ho sentito i Sindaci ed hanno delle idee molto chiare, molto precise”, ha detto il cardinale.
“Ho incontrato le famiglie delle vittime e mi sono congratulato con loro per la dignità che hanno mostrato anche nel dolore e nella sofferenza” ha spiegato ancora Sepe. 
“Nel dolore profondo che si sentiva dalla loro voce – ha aggiunto Sepe – hanno saputo dare una testimonianza di estrema serenità. Anche perché sono testimoni di una vita parrocchiale, religiosa che li ha fatti amare e li fa amare a tutti quelli che hanno conosciuto”. “Come Chiesa anche noi vogliamo dare dei piccoli segni, come li abbiamo dati dal primo momento quando abbiamo messo a disposizione le Caritas per andare incontro agli sfollati e come stiamo facendo tutt’oggi con 1000 pasti al giorno”, ha aggiunto Sepe prima di recarsi nell’altra zona rossa, quella di Lacco Ameno. “C’è sensibilità e ci sentiamo veramente uniti”, ha precisato il cardinale rispondendo alle domande dei cronisti. “Quando ho lanciato l’idea, domenica prossima, di fare una raccolta in tutte le parrocchie in segno di vicinanza e solidarietà la risposta è stata totale, cordiale”.