Terremoto a Ischia, l’Ingv rivede dati ed epicentro: crolli per scosse superficiali

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L’Osservatorio vesuviano ha rilocalizzato gli eventi sismici susseguitisi dalla notte del 21 agosto scorso a Ischia. Nella nuova mappa con tabelle pubblicata sul sito www.ov.ingv.it, l’epicentro della scossa di magnitudo 4.0, in primo tempo dato in mare al largo di punta Imperatore a una profondità di 10 chiilometri, poi corretta a 5 chilometri, ora appare nel territorio del Comune di Casamicciola, così come quella di magnitudo 1.9 registrata all’alba del 23 agosto scorso. Per essere localizzati con precisione, spiegano i tecnici dell’Ingv, i terremoti in zone vulcaniche richiedono modelli di velocità specifici nell’area, e ad Ischia dal 1999 vi sono stati meno di 5 terremoti l’anno di media di magnitudo superiore a 2.5, “insufficienti per elaborare un modello di riferimento affidabile”. Il terremoto, così come presentato in Commissione grandi rischi della Protezione civile, ha avuto ipocentro nel territorio a un chilometro Sud-Ovest di Casamicciola Terme, con profondità di circa 2 chilometri. 

“Il forte danneggiamento rilevato nella zona alta di Casamicciola con intensità macrosismica VIII, oltre alla scarsa resilenza del costruito, è imputabile sia alla superficialità dell’evento che all’amplificazione locale dei terreni, che ha dato valori di accelerazione al suolo di circa 0,28 g e di velocità di scuotimento del suolo di quasi 18 centimetri al secondo” scrive l’Ingv. L’Istituto ha raffinato la localizzazione, una rivalutazione che considera “ancora passabile di raffinamento una volta che sarà determinato un modello di velocità tridimensionale dell’area”. “I parametri ipocentrali localizzano il terremoto a 1 km SW di Casamicciola Terme – si legge sul sito Ingv – con coordinate geografiche 10.74 lat e 13.90 lon a una profondità di circa 2 km”.