Terremoto: ‘Canapa nera’, per immaginare il futuro oltre le macerie

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Spoleto, 16 lug. (Labitalia) – Da Milano a Spoleto. Un algido muro bifronte posizionato ora nel Salone d’onore della Rocca di Spoleto per raccontare in un mix alchemico la storia di un popolo coraggioso, quello della Valnerina. Da un lato, c’è il grigio, memoria della pietra urbana della Basilica di San Benedetto a Norcia, dall’altro i colori esplosivi della fiorita di Pian Grande di Castelluccio. E’ il progetto ‘Canapa nera. Guardavo le macerie e immaginavo il futuro’, che è stato illustrato in occasione di un dibattito sul tema della ricostruzione post terremoto, che si è svolto nella cornice della Rocca Albornoz, riconsegnata alla città di Spoleto dopo il restauro e ora diventata Museo nazionale del Ducato di Spoleto.

Al dibattito, moderato da Andrea Margaritelli, presidente di Inarch-Istituto Nazionale d’architettura, hanno partecipato personalità, oltre che istituzionali, in rappresentanza del mondo dei media e dell’architettura internazionale. In apertura Lucio Caporizzi, direttore Area Programmazione della Regione Umbria, ha ricordato l’importanza del ricostruire, come un’opportunità che viene ora data ai territori colpiti dal sisma, ricostruendo con qualità e innovazione.

A seguire gli interventi di Paolo Belardi, direttore dell’Accademia di Belle Arti ‘Pietro Vannucci’ di Perugia, di Glenda Giampaoli, direttore del Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco, e di Daniela Gerini, fashion and art designer, che hanno sottolineato l’importanza del messaggio di forte positività del progetto ‘Canapa nera’, basato sull’opportunità di tramutare un evento drammatico in una preziosa occasione di rinascita.

Al dibattito è intervenuta anche Gilda Bojardi, direttore della rivista ‘Interni’ che da moltissimi anni organizza e promuove una serie di eventi all’Università degli studi di Milano durante il Fuorisalone, diventata uno dei luoghi più visitati della città, ormai considerata da tutti la vera ‘capitale del design’. Gilda Bojardi ha sottolineato come sia stato strategico per la Regione Umbria partecipare, per ben sei anni consecutivi, a quella che è la manifestazione più importante nel design, illustrando quindi come la Regione consideri il design uno degli asset per la promozione del proprio territorio.

E infine l’intervento dell’architetto ticinese Mario Botta, che ha intrattenuto la platea parlando dell’opportunità che si presenta oggi a questi territori, perché “ricostruire dov’era e com’era’ non solo non è possibile, ma sarebbe un grave errore”. Secondo l’architetto, si perderebbe la possibilità di un adeguamento non solo dal punto di vista architetturale ma anche e soprattutto strutturale.

‘Canapa Nera’ è la crasi perfetta tra il fiume Nera e la resistente fibra, la cui lavorazione fa parte dei saperi del territorio umbro. In particolare, la dorsale appenninica che attraversa il territorio è da sempre una realtà italiana tra le più dedite alla coltura della pianta. Non a caso, proprio qui ha sede il Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco che, oltre a una vasta documentazione storica sul suo utilizzo, ospita un centro produttivo dove viene materialmente lavorata la canapa per dare vita a prototipi innovativi e sperimentali.