Più di 700 sfollati e circa 400 abitazioni non agibili. Dal governo arrivano le prime risposte con uno stanziamento di cento milioni per gli edifici danneggiati dal sisma del 31 luglio di magnitudo 4.7: «Nel Consiglio dei ministri – dice il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci – ci siamo occupati dei Campi Flegrei. Ci vorranno settimane per una stima definitiva dei danni, ma ci sembra importante mettere gli enti locali nelle condizioni di potere subito attivarsi». Deliberato – riporta La Repubblica Napoli – il contributo per l’autonoma sistemazione degli sfollati, anche per i terremoti da maggio a settembre 2025 e a maggio scorso: «Chi in questo momento non dispone del proprio immobile, del proprio alloggio – aggiunge Musumeci – può beneficiare del contributo, a patto che presenti l’istanza». Aumenta il bonus pubblico per la riqualificazione e l’adeguamento sismico: dal 50% al 70%. Prorogata al 31 dicembre la struttura del dipartimento di protezione civile sui Campi Flegrei. Ieri pomeriggio la premier Giorgia Meloni ha presieduto una riunione a tema a Palazzo Chigi: “In Cdm abbiamo rafforzato gli interventi per i Campi Flegrei – scrive in un post sui social – con nuove risorse e misure a sostegno delle famiglie colpite, per la messa in sicurezza degli edifici e per aiutare i Comuni a gestire una situazione che continua a richiedere la massima attenzione”.
Di fronte all’emergenza, i cittadini di Pozzuoli hanno portato ieri mattina in piazza la loro rabbia e la loro esasperazione per la gestione del bradisismo da parte delle istituzioni. Oltre mille persone, chi dice anche duemila: donne, anziani, bambini, chi ha perso la casa dopo questo terremoto e quello del 2024, chi attende da giorni il ripristino di acqua e corrente elettrica. Il corteo, senza bandiere politiche, ha marciato con gli striscioni “Pozzuoli c’è, voi no” e “La terra trema, lo Stato dorme”. I manifestanti hanno bloccato per un’ora il porto (disagi per tre navi in arrivo) per ottenere oggi un incontro in prefettura per il vertice alle 12,30 con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e i sindaci dell’area flegrea. «Ma alle 18 saremo di nuovo in piazza della Repubblica, la mobilitazione non si ferma», urlano i leader della protesta. Queste le rivendicazioni: «Chiediamo l’acqua e un tetto», «viviamo questa emergenza da sempre, non c’è lungimiranza sul bradisismo», «devono sbloccare i fondi e fare diventare i palazzi antisismici», «non servono sistemazioni temporanee, ma case: vogliono evacuare Pozzuoli, da qui non ce ne andremo». E quando si parla di Coppa America, questa è la reazione: «Per loro valgono più gli eventi sportivi che la vita delle persone – commenta Fabio – se moriremo sotto le macerie, la colpa sarà nostra perché abbiamo costruito su un vulcano. Ma qualcosa si deve fare per salvare una città con una storia importante di oltre duemila anni». In prefettura si è riunito il centro coordinamento soccorsi: «Sono stati dichiarati inagibili 57 edifici per 395 unità abitative – dice il prefetto Michele di Bari – A Pozzuoli abbiamo oltre 30 ordinanze di sgombero per circa 700 persone, di cui 568 sono in sistemazione autonoma e 128 in strutture alberghiere. A Monte di Procida c’è una ordinanza per 38 persone, in autonoma sistemazione».





































