Territorio, ferrovie “sospese”: due linee da rilanciare in Campania

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In Campania sono due quelle che sono state ufficialmente censite. Sono le cosiddette linee sospese, tratte ferroviarie che potrebbero essere riaperte e dare un contributo importante al miglioramento del trasporto locale, in particolare nelle aree interne. A censirle in tutta Italia è stata l’Amodo, Alleanza per la mobilità dolce che in tutta Italia ne ha scoperte 38. La Castellammare-Gragnano, di 12 chilometri, è sospesa dal 2010. Questa breve tratta, che collega due centri densamente popolati nell’area metropolitana partenopea, è sospesa da oltre un decennio, in quanto il movimento dei treni “disturbava” la viabilità locale a causa della presenza di alcuni passaggi a livello. Una navetta a spola, con riduzione dei tempi di chiusura delle sbarre di attraversamento, o, meglio ancora, un sistema tram-treno potrebbero sicuramente soddisfare una forte domanda potenziale di collegamenti locali e verso Napoli. Nel dicembre 2021 la parlamentare Teresa Manzo aveva presentato un ordine del giorno, approvato dalla Camera dei Deputati, per la riattivazione della stazione di Gragnano, che potrebbe diventare il terminale del “Pietrarsa Express”, così da realizzare un itinerario di interesse storico per la Valle dei Mulini. Il 5 gennaio 2022 le istituzioni locali e regionali hanno concordato sulla riconversione della linea ferroviaria Gragnano – Castellammare in un sistema tranviario “leggero” di collegamento tra la Capitale Europea della Pasta e la Città delle Acque con interscambio con la linea EAV Napoli-Sorrento. La concertazione ha deciso di aderire al Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) “Vesuvio – Pompei – Napoli”, promosso dal Ministro per il Sud, Mara Carfagna. Il Progetto vale circa 33 milioni di euro e prevede 4 nuove fermate intermedie che saranno così identificate: “Pallone Geodetico”, “Cittadella della Pasta”, “Stadio Romeo Menti”, “Stabia Scavi – Nodo di interscambio”, quest’ultima consentirà il trasbordo da/ verso la linea EAV Napoli – Sorrento oltre alla fermata, già esistente, di Madonna delle Grazie, che verrà riqualificata e diventerà sede di incrocio per il servizio a spola. La proposta prevede l’accesso al finanziamento anche per l’acquisto dei veicoli che transiteranno sulla nuova linea, che saranno ibridi diesel/elettrici. La Sicignano-Lagonegro, di 78 chilometri, sospesa dal 1987 è una linea che attraversava il Cilento, spingendosi fino alla cittadina lucana di Lagonegro. Chiusa con il pretesto dei lavori di elettrificazione della Battipaglia – Potenza, negli anni Ottanta, non è stata più riaperta e giace in stato di abbandono, nonostante numerose petizioni e reiterate mobilitazioni di associazioni locali che ne chiedono il ripristino. Della eventuale riapertura beneficerebbero alcuni centri di una certa importanza (oltre a Lagonegro, Polla, Padula, Sala Consilina) e gli escursionisti che visitano il Parco del Vallo di Diano e la certosa di Padula. Tra le ipotesi tese alla realizzazione di una linea veloce tra Salerno e Reggio Calabria, prevista nel PNRR, c’è anche una variante attraverso il Vallo del Diano che, se attuata, potrebbe costituire un’occasione per ripristinare il servizio su ferro in questa zona.. Di recente, la linea rientra tra le 26 ferrovie turistiche incluse nel decreto MIMS sui cui è stata trovata l’intesa Governo-MIMS in attesa di pubblicazione.