Terrorismo, l’Imam del Sud:
Il vero Islam è per la pace

37

L’Islam è un’altra L’Islam è un’altra cosa”. Non ha dubbi l’Imam Amar Abdallah, presidente della comunità islamica di Napoli, commentando i fatti cruenti di Parigi. “Le stragi compiute a Parigi dai miliziani jihadisti sono frutto di ignoranza, sono una cosa disumana”, incalza. E, contro il rischio di un’identificazione tra Islam e terrorismo, ribadisce con forza “l’Islam è un’altra cosa”. Insomma, la carneficina di Parigi, che ha visto cadere a terra 17 persone inermi, non ha nulla a che fare con la religione fondata dal profeta Maometto.“Quelli che minacciano di compiere o compiono cattiverie – afferma Abdallah – fanno male prima a se stessi. Quel che è successo è solo frutto di ignoranza: una cosa disumana, non propria di persone dotate di ragione”. L’Imam sostiene fermamente che il suo credo religioso non ammette comportamenti violenti nei confronti degli “infedeli”. Fa di più: si impegna in prima persona contro il dilagare della propaganda terroristica: “Siamo tutti fratelli dell’umanità. Quando troveremo un ignorante o una persona che vuole far male agli altri, saremo i primi a non stare zitti e a provare a correggere tali comportamenti”. Secondo Abdallah, “dopo i fatti di Parigi non vi saranno cambiamenti nella pacifica convivenza tra musulmani e non musulmani, la quale – spiega – non è stata compromessa nemmeno dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti. Italiani e musulmani vivono come una famiglia e, purtroppo, ci sono buoni e cattivi in ogni famiglia. Voglio che sia chiaro – precisa – che l’Islam professa la pace e non è identificabile con l’Isis o con i talebani. Noi crediamo in un Islam pacifico”. Ad avvalorare le tesi del leader spirituale dei musulmani napoletani, c’è il fatto che “il terrorismo dilagante non fa distinzioni tra persone della stessa fede e cristiani o ebrei. Il conflitto scatenato dalle milizie jihadiste opera in uno scenario globale, ma paradossalmente le sue vittime sono persone di fede islamica. Gli attentati di Parigi rappresentano uno shock per l’Occidente ma in quegli stessi giorni sono morti, sotto i colpi dei terroristi, centinaia di musulmani in Yemen, Nigeria, Pakistan o in altri Paesi mediorientali. Poche ore prima dell’attentato a Charlie Hebdo, nella capitale dello Yemen, Saana, è esplosa un’autobomba che ha ucciso oltre 30 persone. In ottobre più di 50 fedeli islamici sono stati ammazzati da un terrorista suicida sempre nello Yemen, e solo poche settimane fa aveva suscitato clamore la strage nella scuola di Peshawar, nella quale i talebani hanno ucciso 132 studenti di età compresa tra gli 8 e i 18 anni, in uno degli atti più cruenti di terrorismo nella storia recente. In questi giorni Boko Hamar avrebbe ucciso decine, se non centinaia di persone nel nord della Nigeria. Nel mezzo di questa escalation di fanatismo religioso – conclude l’Imam – la comunità islamica di Napoli sceglie di stare dalla parte della pacifica convivenza”.