Test bomba H, annunciatrice ‘star’ per dare la notizia

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Londra, 3 set. (AdnKronos) – La notizia del nuovo test nucleare con bomba all’idrogeno realizzato dal regime di Pyongyang è stata annunciata con orgoglio al popolo nordcoreano da Ri Chun Hee, la presentatrice per “eccellenza” della televisione nordcoreana, in servizio dal 1971, ufficialmente in pensione dal gennaio 2012 ma ripescata per ogni evento considerato di particolare rilevo.

Ri ha informato negli anni i suoi connazionali di eventi quali la morte del padre fondatore del Paese, Kim Il Sung, nel 1994, il decesso del figlio di lui, Kim Jong-Il nel 2011, i vari test nucleari costati al Paese sanzioni e condanne internazionali. Recentemente, dopo mesi di assenza, era tornata per dare notizie del lancio di un missile balistico intercontinentale. Oggi è riapparsa per annunciare il test, con indosso l’abito tradizionale coreano rosa e nero e sullo sfondo un’immagine del Monte Paektu, il vulcano situato al confine con la Cina e considerato sacro dai coreani.

Ri ha parlato di “perfetta riuscita” del test. Esso dimostra “chiaramente” che il programma di armamenti nord-coreano si fonda “su un’alta precisione”. La bomba “di una potenza senza precedenti” rappresenta un'”opportunità molto importante, raggiungendo l’obiettivo finale di completare la potenza nucleare dello Stato”, ha detto, leggendo il comunicato.

Utrasettantenne, nata da una famiglia povera della provincia di Gangwon, nella Corea centrale, Ri ha studiato prima di essere selezionata dal partito e quindi reclutata dalla Televisione centrale della Corea dove ha continuato a lavorare, con responsabilità crescenti, sopravvivendo a differenza di altri a purghe ed epurazioni.

L’annunciatrice è particolarmente apprezzata dalla dinastia Kim, oltre che per la sua assoluta fedeltà, per lo stile retorico e solenne con cui dà le notizie e per la sua partecipazione: in lacrime per annunciare la morte del padre della nazione Kim Il Sung nel 1994, impegnata nel visibile sforzo di trattenere il pianto 17 anni dopo per la morte di Kim Jong-Il, padre dell’attuale dittatore nordcoreano.