The Cagers, il riscatto dei detenuti passa dal basket

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Un viaggio alla ricerca del talento di detenuti cestisti da selezionare nelle diverse carceri italiane per dare vita ad una squadra di basket, futura protagonista di una docufiction. A dare opportunità di riscatto a giovani giocatori di pallacanestro attualmente dietro le sbarre è il progetto The Cagers”, sostenuto da Sport e Salute e patrocinato dal Ministero della Giustizia e di quello del Ministero per lo Sport e i Giovani che ne hanno apprezzato la grande valenza sociale.

Il nome “cagers, non a caso, rappresenta i cestisti “delle origini, perché, proprio nel lontano 1891, quando lo sport venne fondato da James Naismith negli Stati Uniti, i cestisti cercavano di segnare a canestro, per evitare il lancio di oggetti in campo, lottando dentro una gabbia (“the cage”, in inglese). Una gabbia, sì, proprio come, in qualche modo, può essere considerata la prigione dove scontare la propria pena ma al contempo prepararsi alla redenzione. Anche attraverso lo sport.

La selezione, nata da un incontro a Trieste e approdata, prima di Natale, anche a Roma sul playground del Colle Oppio con vista Colosseo, è in corso sotto la direzione di ex giocatori professionisti, oggi allenatori: Stefano Attruia e Donato Avenia (compagni di squadra nei primi anni Novanta tra Reggio Calabria e Virtus Roma), che, con Federica Zudetich (ex giocatrice di Cesena, Porto Sant’Elpidio, Alessandria, Reggio Emilia, Faenza e Cagliari), stanno girando i principali istituti di pena per individuare i profili più appetibili per la squadra.

Il progetto è quindi, al momento, in fase di una dettagliata selezione in tutta Italia, da Nord a Sud, passando per le isole: i primi allenamenti, o “provini”, si sono svolti nelle carceri di Piazza Armerina, Caltagirone, Enna, San Cataldo, Vibo Valentia, Augusta, Catania, Napoli, Volterra, Gorgona, Civitavecchia, Roma Rebibbia. E non è finita qui: una volta individuati i migliori “prospetti”, i “Cagers” torneranno nella città giuliana, nel carcere Ernesto Mari”, dove si alleneranno insieme, per un anno, in vista di una eventuale iscrizione ad un campionato regionale. Al contempo, i detenuti-cestisti diventeranno i protagonisti di un documentario, ripreso dalle telecamere di una troupe cinematografica.

Seguendo l’esempio del rugby, con le squadre dei Bisonti (a Frosinone) e del Giallo Dozza (a Bologna) che hanno preso parte al campionato di Serie C, la pallacanestro, dunque, con questo progetto di recupero sociale, scende in campo nelle carceri per dare, a ragazzi detenuti, una seconda chance di “fare canestro” nelle proprie vite.