The future should be in our mind

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Tutti i giorni assistiamo o ci rendiamo coautori di continui e rapidi cambiamenti della nostra società dovuti ad una sempre più complessa conformazione del mondo,  più globale e tendenzialmente meno legata ad antichi disegni geopolitici che si stanno via via sgretolando, cedendo il passo ad un nuovo orizzonte. Si può quindi dire che, anche attraverso internet, i social network e le diverse piattaforme comunicative, le “barriere” sia di tipo culturale, sia di tipo sociale si stanno progressivamente dissolvendo.  In realtà, il grande lavoro di integrazione e scambio interculturale che molti avevano affidato ad un corretto utilizzo della rete e non solo non sta prendendo la giusta piega. L’intolleranza e il malcontento sembrano aver preso il sopravvento in molti stati, e ciò è testimoniato dal fatto che le forze ascrivibili all’estrema destra, stanno pericolosamente raccogliendo numerosissimi consensi, lasciandosi alle spalle forze democratiche sempre più allo sbaraglio e vittime di inutili conflitti intestini. Gli antichi spettri dei totalitarismi sembravano solo dei brutti ricordi, ma nei momenti bui, quando la democrazia si trova ad affrontare periodi di oggettiva difficoltà, la gente sembra dimenticarsene. La prevaricazione e la forza sembrano tornati ad essere gli strumenti preferiti di certi leader politici, che cavalcando l’onda di problematiche difficilmente gestibili, propongono metodi di risoluzione, che richiamano molto quelli impiegati in tempi non lontani dai regimi totalitari che hanno caratterizzato la storia del XX secolo. Ma qual è il vero mezzo per arrivare ad un futuro migliore? Probabilmente nessun mezzo. Ci vorrebbe solo più cultura, più accettazione del “diverso”, nella misura in cui questo sia possibile. Il futuro quindi è, o meglio dovrebbe essere nelle nostre menti. Si dovrebbe quindi cominciare ad avere una concezione più aperta e liberale del mondo, accettando il fatto che i vecchi “confini”, non solo geografici, ma politici, culturali e ideologici si stanno definitivamente rompendo, e portandosi con sé numerosi stereotipi e luoghi comuni che hanno per anni permeato la cultura occidentale. Il futuro del nostro pianeta è sicuramente incerto, ma si scrive giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto. Ma sarebbe bello pensare ad un futuro che si basi su valori concreti e universali. Sarebbe interessante immaginare una società nella quale i conflitti siano solo ideologici, senza mai diventare violenti e senza dover ricorrere all’uso delle armi. Le condizioni per un futuro migliore quindi ci sono, ma non vanno ricercate in una formula magica, o in un trattato politico estremamente buonista. Ma vanno ritrovate dentro di noi,uomini,tutti uguali.