TikTok, svolta sull’intelligenza artificiale per la moderazione: a rischio centinaia di posti nel Regno Unito

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TikTok accelera sull’automazione della moderazione dei contenuti e annuncia una riorganizzazione della propria struttura nel Regno Unito, con conseguenze dirette per centinaia di addetti al controllo dei contenuti. La piattaforma di proprietà della cinese ByteDance ha confermato che alcuni ruoli resteranno nel Paese e che i moderatori coinvolti avranno priorità nelle ricollocazioni interne, ma il ridimensionamento appare significativo e si inserisce in una strategia globale che tocca anche diversi Paesi asiatici.

Il passaggio riflette una tendenza diffusa nel settore: le big tech stanno riducendo l’impiego di personale umano nella moderazione, spostando progressivamente le operazioni sull’intelligenza artificiale. TikTok sostiene che l’85% dei contenuti rimossi per violazioni delle proprie regole – dalle espressioni d’odio alla disinformazione fino alla pornografia – è già intercettato automaticamente dagli algoritmi. Una cifra che, se da un lato evidenzia l’efficienza dei sistemi, dall’altro alimenta preoccupazioni sulla capacità delle tecnologie di distinguere tra libertà di espressione, contenuti borderline e potenziali rischi per gli utenti.

La decisione arriva in un contesto normativo più stringente. Dal 25 luglio nel Regno Unito è entrato in vigore l’Online Safety Act, che impone ai social network obblighi severi: dai controlli sull’età per impedire l’accesso ai minori a contenuti inappropriati, alla rimozione immediata di materiali che promuovano disturbi alimentari, autolesionismo o idee suicide. Un quadro legislativo che spinge le piattaforme ad accelerare gli investimenti in intelligenza artificiale, ma che apre anche un fronte sindacale. John Chadfield, responsabile nazionale della tecnologia presso la Communication Workers Union (Cwu), ha criticato la scelta parlando di sistemi “sviluppati in fretta e ancora immaturi” e avvertendo che la decisione “metterà a rischio milioni di utenti britannici”.

Il Regno Unito rappresenta per TikTok un mercato strategico, con oltre 30 milioni di utenti mensili su una popolazione di 68 milioni. A livello globale, la piattaforma vanta oltre 1,5 miliardi di iscritti ma resta al centro di un intenso dibattito geopolitico: in Europa e negli Stati Uniti è sotto osservazione per l’impatto sulla salute mentale dei minori, per l’utilizzo dei dati e per i legami con Pechino. Negli Usa il social network rischia il bando a meno di una cessione forzata del controllo da parte di ByteDance, con una scadenza fissata al 17 settembre.

La ristrutturazione annunciata in Regno Unito, dunque, non è soltanto un tema occupazionale, ma si inserisce in una più ampia ridefinizione dei modelli di governance digitale, dove l’equilibrio tra automazione, tutela degli utenti e pressione normativa resta il nodo cruciale per il futuro del business.