Tiroide, patologie in aumento Docimo: Più prevenzione ecco il peso dell’ambiente

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Territorio e alimentazione: quale di questi due fattori ha più influenza sul dato che vede un incremento significativo delle patologie tiroidee? A questa e ad altre Territorio e alimentazione: quale di questi due fattori ha più influenza sul dato che vede un incremento significativo delle patologie tiroidee? A questa e ad altre domande intende rispondere la comunità scientifica per scoprire se esiste una correlazione tra territori altamente inquinati, come la famigerata Terra dei Fuochi, e l’insorgenza di malattie che colpiscono la ghiandola. Negli ultimi 30 anni si è passati da 3,5 a 8,7 casi di tumori alla tiroide su 100mila abitanti. È questo uno dei temi caldi della ricerca di Giovanni Docimo, associato di Chirurgia generale alla Seconda Università di Napoli e uno degli esperti più all’avanguardia in Campania. Sua è l’iniziativa del V Corso di aggiornamento monotematico svoltosi giovedì, proprio sulla tiroide. “La prima evidenza è che mancano dati recenti – spiega Docimo –: ecco perché con la Regione Campania stiamo promuovendo screening aggiornati sui territori”. Di Terra dei Fuochi si parla ormai ovunque, anche se spesso non ci sono numeri ufficiali a supporto delle tesi diffuse. Per quanto riguarda la tiroide, c’è un rapporto di causa effetto tra l’inquinamento e l’insorgenza delle patologie? “Non ci sono idee chiare sul tema – precisa l’endocrinologo – anche se sono in corso accertamenti. Quello che è certo è che non si può automaticamente associare una patologia ad un territorio: nessuno ci assicura che un alimento sia più pericoloso soltanto perché prodotto in una zona della Campania a rischio. Perciò chiediamo alle aziende di certificare la qualità di ciò che producono, ancor prima dell’area in cui operano”. E non è tutto: per garantire il giusto apporto di sale iodato (che è fondamentale per la prevenzione e che l’organismo produce in quantità scarse), va eseguito il controllo delle acque e assicurato l’ingresso di questo elemento nella catena alimentare. Prevenire, comunque, è possibile e anzi auspicabile: per scoprire eventuali disfunzioni tiroidee bastano un’ecografia e un prelievo di sangue. “Per i tumori sotto il centimetro di diametro la medicina oggi garantisce la sopravvivenza a 30 anni di quasi il 100 per cento dei pazienti – sottolinea Docimo –: in questo, la diagnosi precoce è fondamentale. Le terapie mediche e chirurgiche hanno vissuto negli ultimi anni dei progressi incredibili, consentendoci di eseguire interventi mini invasivi con cicatrici ridotte”.