In questo fine settimana, i cosiddetti “vacanzieri” (neologismo sgradevole più di una secchiata d’acqua fredda a gennaio), hanno dato inizio, come accade da tempo in questa stagione, a trasferte verso i luoghi di riposo più diversi, in patria e fuori.
A tal riguardo, l’informazione, dalla più qualificata a quella poco superiore a un passaparola, si ostina a riferire di “esodi”, quando non di vere e proprie “fughe” dai centri abitati. Le stesse, volontarie o non, iniziano dai luoghi dove, per il resto dell’anno, gli scappati vivono e, se assistiti dalla buona sorte, lavorano.
Così proposte, tali news si pongono a rischio di smentita, essendo le situazioni descritte collocabili nel tempo che intercorre dal Miracolo Economico fino all’inizio delle prime crisi socioeconomiche. In sostanza, dalla metà degli anni ’60 ai primi anni ’70.
Favorito dalla prima “motorizzazione di massa”, iniziò il periodo delle gite verso mete balneari che Gabriella Ferri cantava nel suo brano “Tutti al mare”. Traeva lo spunto da quanti, abitualmente, la domenica mattina d’estate lasciavano Roma per spostarsi a trascorrere qualche ora sulle spiagge, preferita fra tutte quella di Ostia.
Il notevole incremento che subì quella consuetudine influì sulla classe media italiana fino al punto di far vagheggiare a essa la casa al mare. Così veniva presa generalmente in fitto, mentre alcune volte diventava di proprietà.
Con una certa nostalgia, da qualche anno nel Paese, ma anche altrove, si sta assistendo a una contrazione del fenomeno degli allontanamenti dal luogo di abituale residenza, il più delle volte a causa della ridotta capacità di spesa. La stessa ha conseguenze spesso più marcate delle crisi economiche, le stesse che, iniziando a colpire l’Est del mondo, tendono a migrare verso l’Ovest e viceversa.
Perciò i periodi trascorsi in relax lontani dalla propria abitazione, al mare come in montagna o altrove, quindi tra i patri confini o al di fuori degli stessi, si stanno accorciando in maniera drastica anno dopo anno.
Altrettanto, tale fenomeno è particolarmente negativo per l’Industria del Turismo, il cui risultato in Italia è una componente di un certo peso nella formazione del PIL. Si è innescato così un circolo vizioso che difficilmente si interromperà presto.
Sarebbe pertanto particolarmente apprezzata la circostanza che la Toccata e Fuga ritornasse a essere di competenza esclusiva di Bach, togliendo così il disturbo del confronto al resto dell’Umanità.





































