“Tocchiamo Terra”, il Pio Monte riapre con le foto di Luciano Ferrara

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In foto: Luciano Ferrara

di Francesco Bellofatto

Dopo sei mesi di chiusura per l’emergenza Covid-19, riapre al pubblico la Quadreria del Pio Monte della Misericordia con “Tocchiamo Terra”, progetto fotografico di Luciano Ferrara che porta lo spettatore a riflettere su quanto l’emergenza sanitaria, che ha investito la popolazione globale, abbia lasciato un segno sul tessuto sociale.

“Come dalla terra brulla è possibile ricavare prosperità – si legge nelle note di presentazione della mostra -, così noi dalla sterile esperienza del Covid-19, abbiamo avuto la possibilità di trarre buoni raccolti: abbiamo capito che al distanziamento fisico non corrisponde per forza un distanziamento sociale e quindi culturale; questo il motivo per cui le immagini scattate in pieno lockdown, sono l’una attaccata all’altra, come si stringessero la mano, non distanziate”.

È la Terra che fa da guida allo spettatore sulla scala monumentale: le fotografie che documentano la lavorazione dei campi, sono sospese al soffitto, ma attaccate con catene, quasi a rappresentare il legame simbolico dell’uomo con la terra e per spezzare il senso di abbandono e solitudine che la pandemia aveva provocato. Esse rappresentano la tenacia dell’umanità di mantenere i piedi ben saldi sul suolo, affondando le mani nella terra umida alla ricerca delle radici di liquirizia da estirpare.

“Tocchiamo Terra” comprende due lavori, allestiti sulla Scala della Misericordia e nella Quadreria, e realizzati in tempi diversi e con tecniche differenti: uno in analogico e bianco e nero, l’altro in digitale a colori.

Il primo, ospitato sulla scala che accompagna il visitatore alla Quadreria, presenta undici scatti tratti da una tradizione molto antica: l’estrazione della liquirizia. Il progetto, realizzato in Calabria per Amarelli, documenta in maniera il prelievo delle radici della pianta. Un’operazione molto delicata che ha origini che risalgono al ‘500: una lama entra nella terra, scava un fosso di oltre un metro e mezzo e poi vengono tirate le radici con le mani, gradualmente in modo da non spezzarle.

Il secondo lavoro, esposto in Quadreria sul tavolo del Monumentale Palazzo, nel Salone delle Assemblee, è stato invece realizzato durante il lockdown. Ogni giorno e senza allontanarsi troppo dai quartieri confinanti con la sua casa (Tribunali, Duomo e Forcella), Ferrara è uscito per ritrarre attraverso la fotografia la vita di persone a lui più o meno note, anche solo di vista.

“È un reportage intimo – prosegue la nota di presentazione – che, si sofferma su tutte quelle immagini che per il fotografo restituiscono il senso forte della vita, che resiste a denti stretti, nonostante la pandemia. Ecco così fotografati commercianti, una vecchietta di 90 anni che esce solo per comprare il giornale, gente in strada, fedeli che seguono la messa al Pio Monte della Misericordia, appena è stato possibile celebrarla. Quattro opere uniche, formate da una lunga sequenza di foto continua poggiata sul tavolo: una successione di immagini che scorre come la vita. Un’esistenza che è stata ridimensionata da una parte dall’emergenza, ma insieme anche amplificata, e che probabilmente ci ha riconnessi un po’ di più a noi stessi e alla Terra”.

Fotoreporter free-lance, a partire dagli anni Settanta Luciano Ferrara documenta le lotte dei movimenti politici e sociali tra Napoli e il mondo, collaborando con i principali giornali italiani e stranieri. Coordina la pubblicazione del volume e la realizzazione della mostra itinerante Un altro mondo è possibile in cui si raccontano le condizioni dell’uomo ai margini della realtà: la protesta giovanile, le fabbriche e i disoccupati napoletani, il movimento no global. Il bianco e nero frontale, la fiducia e l’empatia del soggetto rappresentano solo gli strumenti per portare avanti una ricerca visiva sulle minoranze.

“Da tempo ho un ottimo rapporto con il Pio Monte e ho avuto il piacere di contribuire con diversi progetti fotografici alla loro missione – spiega Ferrara. – Il Pio Monte prende tutta la sofferenza che c’è fuori e la porta dentro di sé, per poi farla uscire rigenerata. È un baluardo del quartiere, aiuta le persone, ha un contatto molto forte con il territorio. Questa mostra è solo il preludio ad una collaborazione che andrà avanti quest’anno. Sarò, infatti, tutor di alcuni giovani artisti e li seguirò nel loro percorso per un nuovo progetto che porterà avanti il Pio Monte nei prossimi mesi. Se qualcosa può essere utile, è giusto farla”.

L’inaugurazione della mostra coincide con la riapertura della Quadreria, conosciuta anche come “Pinacoteca” e dove nel grande Salone delle Assemblee, due volte l’anno, si tiene l’Assemblea Generale degli Associati, che si riuniscono per eleggere i nuovi Governatori, ascoltare la relazione sulle attività benefiche svolte, approvare i bilanci. Qui sono esposte, tra le tante, importanti opere di Francesco De Mura, di Massimo Stanzione e Mattia Preti, i grandi ritratti equestri della famiglia di Tocco, l’Autoritratto di Luca Giordano, il dittico tardo quattrocentesco e la Pietà di Andrea Vaccaro.

“Siamo molto felici di aprire al pubblico nuovamente la Quadreria che per noi è un luogo storico e di grande rilevanza artistica – sottolinea Alessandro Pasca di Magliano, Soprintendente del Pio Monte della Misericordia –. Riteniamo che sia importante riaprirla anche per la nostra città, che finalmente potrà ammirare di nuovo i capolavori che conserva. La vocazione del Pio Monte è sempre stata di instaurare un dialogo con il territorio, sia con opere caritatevoli, sia facendo sentire la nostra presenza. Con la mostra di Luciano Ferrara, con cui collaboriamo da lunga data, abbiamo un’occasione in più per aprire un luogo prezioso per il Pio Monte, sempre pronto ad accogliere chiunque bussi alla nostra porta”.