Tokyo in rally grazie all’indebolimento dello yen

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Il punto. L’incontro di ieri dell’Eurogruppo sull’avanzamento dei lavori in Grecia ha gettato dei ponti, ha ammesso dei progressi verso un accordo, ma non è stato definitivo. I ministri dell’Economia dell’Eurozona si rincontreranno il prossimo 24 maggio per cercare di mettere dei punti fermi.

A Piazza Affare il Ftse Mib segna +1,3%, il Ftse Italia All-Share +1,2%, il Ftse Italia Mid Cap +0,6%, il Ftse Italia Star +0,3%. Bancari in recupero con il FTSE Italia Banche intorno a +1,4%.
Mercati azionari europei in verde. DAX +0,7%, CAC 40 +0,7%, FTSE 100 +0,9%, IBEX 35 +1,4%.
Euro contro dollaro ha toccato il minimo dal 29/4 a 1,1370. Al momento EUR/USD oscilla in area 1,1390.

Mercati obbligazionari eurozona in recupero. Il rendimento del Bund decennale rispetto alla chiusura precedente è stabile allo 0,14%, quello del BTP scende di 4 bp all’1,50%. Lo spread scende di 4 bp a 136.
Seduta in netto rialzo a Tokyo con l’indice Nikkei 225 che chiude a +2,15%. Borse cinesi in verde: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,11% circa, a Hong Kong l’indice Hang Seng segna +0,5% circa.

Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,6 per cento circa. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,08%, Nasdaq Composite +0,30%, Dow Jones Industrial -0,20% 


Borse asiatiche
Seconda seduta consecutiva di guadagni per Tokyo, che va in rally grazie all’indebolimento dello yen, scivolato ai minimi dallo scorso 28 aprile nei confronti del dollaro Usa. Taro Aso, ministro delle Finanze del Giappone, ha dichiarato che sarebbe “naturale” che il governo intervenga se lo yen dovesse guadagnare bruscamente contro il dollaro.

Complessivamente la seduta è positiva per tutta l’Asia, nonostante il declino dei titoli delle materie prime, già significativo lunedì sulle piazze europee, continui. Il deprezzamento dei corsi del minerale di ferro prosegue per la sesta seduta consecutiva e il primo risultato sono perdite del 3-4% a Sydney per i colossi minerari Bhp Billiton e Rio Tinto. 
Il petrolio è ancora in moderato declino mentre i produttori riavviano le attività di estrazione dalle sabbie bituminose del Canada, dopo l’esteso incendio che ha colpito il Paese nordamericano nei giorni scorsi. Secondo le stime di Ihs Energy circa il 40% della produzione nella regione è stato bloccato. 
Tra le altre materie prime il nichel si apprezza di oltre l’1% dopo avere perso più del 5% lunedì. 
A fine seduta a Tokyo, il Nikkei 225 guadagna il 2,15% (performance praticamente uguale le per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi del 2,16%). 
A Seoul, il Kospi, dopo avere perso lo 0,45% nella seduta di lunedì, segna un progresso dello 0,75 al termine delle contrattazioni.

Poche sorprese sul fronte macroeconomico. Aprile segna il terzo mese consecutivo con l’inflazione annua al 2,3% in Cina, in linea con le attese. Rallenta invece il declino dei prezzi alla produzione (3,4% in aprile contro 4,3% in marzo), in quello che è comunque il cinquantesimo mese consecutivo di contrazione. Il risultato è un moderato apprezzamento delle Borse di Shanghai e Shenzhen, dopo il pesante sell-off delle ultime due sedute. In vista della chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono però in altalena, muovendosi comunque intorno alla parità, con perdite e guadagni marginali. Intorno allo 0,30% invece il progresso dello Shenzhen Composite.

Moderato declino per Hong Kong: l’Hang Seng è infatti in flessione di circa lo 0,30% (fa leggermente peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in declino intorno allo 0,40%). Continua invece a guadagnare Sydney: l’indice S&P/ASX 200 chiude l’ultima di una serie di sedute positive segnando un progresso dello 0,36% al termine delle contrattazioni.

 

Borsa Usa
Ieri a New York i principali indici hanno chiuso la prima seduta della settimana poco mossi. 

Il Dow Jones ha perso lo 0,20% mentre l’S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno guadagnato rispettivamente lo 0,08% e lo 0,3%.

Sul fronte societario vendite sul comparto energetico e su quello legato alle risorse di base. 

Italia
Piazza Affari ieri ha chiuso in ribasso, ma sopra i minimi di seduta. L’indice Ftse Mib, che subito dopo la pubblicazione dei dati Usa di venerdì scorso era scivolato fino a 17.592 punti, ha recuperato parte delle perdite archiviando la seduta con un ribasso dello 0,45% a 17.842 punti. Banche positive: Montepaschi ha guadagnato il 2,37% a 0,648 euro, Banco Popolare il 4,29% a 5,475 euro e Ubi Banca l’1,29% a 3,30 euro. Positiva anche Intesa SanPaolo (+0,27% a 2,226 euro) dopo una seduta volatile in scia ai conti del primo trimestre chiuso con un utile netto di 806 milioni di euro, in calo dagli 1,06 miliardi di un anno fa ma decisamente oltre le attese degli analisti.

Ancora in deciso ribasso Azimut (-1,61% a 19,51 euro) in scia ai conti del primo trimestre. Seduta negativa per Eni che ha lasciato sul parterre lo 0,81% a 13,55 euro. 
Tra i peggiori sull’indice Ftse Mib da segnalare CNH Industrial (-2,84% a 6,15 euro) e Finmeccanica (-2,81% a 10,39 euro). 
Debole anche Salvatore Ferragamo (-1,72% a 19,38 euro) dopo che gli analisti di RBC Capital hanno tagliato la raccomandazione sul titolo a underperform.

I dati macro attesi oggi
Martedì 10 Maggio 2016

03:30 CINA Inflazione apr;

03:30 CINA Indice prezzi alla produzione apr;
08:00 GER Produzione industriale mar;

08:00 GER Bilancia commerciale destag. mar;

08:45 FRA Produzione industriale mar;

10:00 ITA Produzione industriale mar;

10:30 GB Bilancia commerciale (non UE – GBP) mar;
10:30 GB Bilancia commerciale (totale – GBP) mar;

11:00 ITA Suppl. al Boll. Statistico “Moneta e banche” Banca d’Italia mar;

16:00 USA Indice JOLTS (mercato del lavoro) mar;

16:00 USA Scorte e vendite all’ingrosso mar.