Torna (a casa) la Tigre di Sumatra

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Al Museo Zoologico si può nuovamente ammirare un bellissimo esemplare maschio di Tigre di Sumatra (Panthera tigris sumatrae) restaurato dopo essere stato recuperato dai depositi del museo, dove giaceva Al Museo Zoologico si può nuovamente ammirare un bellissimo esemplare maschio di Tigre di Sumatra (Panthera tigris sumatrae) restaurato dopo essere stato recuperato dai depositi del museo, dove giaceva nascosto (e dimenticato) da lungo tempo. La tigre di Sumatra, probabilmente la più celebre nell’immaginario collettivo, è l’ultima sottospecie rimasta fra quelle che popolavano le isole indonesiane, come la tigre di Bali (Panthera tigris balica) o quella di Giava (Panthera tigris sondaica), entrambe estinte nel secolo scorso. La tigre di Sumatra è la più piccola tra tutte le sottospecie di tigri ancora esistenti, minacciata criticamente di estinzione. I maschi di tigre di Sumatra misurano in media 237 cm di lunghezza dalla testa alla coda e pesano circa 120 kg. Le femmine misurano in media 220 cm di lunghezza e pesano circa 92 kg.


L’utopia: SuperNapoli Una città utopica ideata da Cherubino Gambardella, professore di Progettazione alla Seconda Università di Napoli e dal suo team. Si tratta di “Supernapoli”, in mostra dall’8 al 18 gennaio 2015 alla Triennale di Milano. “Supernapoli” si sovrappone immaginariamente a Napoli ma assolutamente non prova a ricucirne antiche e intrinseche ferite. Si occupa di riqualificare, idealmente, la città sovrapponendo nuovi e inediti frammenti edificati, proponendo ipotetici tagli e demolizioni, ideando la riforestazione di parti degradate come la città ad Oriente e quella ad Occidente con l’antica acciaieria dismessa dell’area di Bagnoli. Costruisce, inoltre, verso la “terra dei fuochi”, dei nuovi suoli bonificati per architettura ed energia.


Bancomat con lode Il Banco di Napoli, in collaborazione con l’Università Federico II, ha avviato la commercializzazione della “Superflash Federico II Napoli”. È la nuova carta prepagata, ricaricabile e nominativa del Banco di Napoli, operante su circuito MasterCard, che consente agli studenti ed al personale interno dell’Ateneo di autenticarsi ed accedere ai servizi telematici offerti dall’università federiciana. La carta infatti, oltre alle funzionalità tipiche della carta chiamata Superflash, ha un certificato digitale emesso per conto dell’Università degli Studi Federico II di Napoli. Superflash Federico II Napoli è la prima Carta di Intesa Sanpaolo a racchiudere funzionalità universitarie e bancarie. Superflash Federico II Napoli ha una durata di 4 anni dall’emissione e si rinnova una sola volta per un periodo di pari durata. Il canone è gratuito.


Dono per la ricerca Una minicentrifuga refrigerata da destinare allla ricerca, in particolare al Cnr di Napoli, per proseguire lo studio dei meccanismi cellulari che provocano l’Incontinentia Pigmenti, una gravissima malattia genetica che colpisce prevalentemente la pelle ed il sistema nervoso. La macchina sarà comprata grazie ad un assegno da diecimila euro firmato dall’Associazione “I.P.Ass.I.”, nata nel 2011 per dar vita ad una comunità italiana di sostegno alle persone e alle famiglie che affrontano quotidianamente i problemi derivanti da questa malattia genetica, rara displasia ectodermica multisistemica dominante legata all’X. Di solito letale nei maschi, esordisce in epoca neonatale nelle femmine.


Parcheggio facile In occasione della terza Conferenza internazionale dell’auto interconnessa, svoltasi a Vienna di recente, è stata citata anche il progetto partenopeo di Giuseppe De Pascale. Le tecnologie in campo per risolvere il problema sono tante e diverse. Oltre a quella che utilizza le fotocamere, c’è quella della start up di San Francisco Streetline, che prevede l’installazione di sensori sull’asfalto, nei posteggi. Simile la proposta degli austriaci di KapschTrafficCom, grande azienda specializzata in sistemi intelligenti per il mondo dei trasporti, che sta seguendo un progetto pilota per risolvere il problema del parcheggio dei camionisti nelle piazzole delle autostrade negli Stati Uniti. Spicca, infine, il prototipo di De Pascale: un sistema dello stesso tipo si sta sperimentando da oltre un anno, grazie a un’app che permette agli automobilisti persino di prenotare la sosta poco prima di arrivare.