Torna in scena la Mart Dance Company di Marco Auggiero: a Napoli la prima nazionale di “Óxido”

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in foto Marco Auggiero

Finalmente torna in scena la Mart Dance Company di Marco Auggiero con un 2024 che si appresta essere l’anno della ripresa. Del resto lo stesso direttore artistico ha pubblicamente reso noto di aver atteso tempi migliori rispetto a quelli legati alla pandemia da Covid 19. Ed ora il palcoscenico del Teatro Bolivar di Napoli sarà la vetrina di domenica 19 maggio della prima nazionale di “Óxido”, un titolo che si è fatto parecchio attendere. “Avevo tante cose da dire, ma proprio tante – ci spiega Marco Auggiero – e dunque non mi sembrava il caso raccontarle ai pochi intimi che avrebbero potuto accedere a teatro. Ora finalmente è il momento giusto e non vediamo l’ora di calcare il palcoscenico.” Con la regia e le coreografie di Marco Auggiero, la Mart Dance Company  può contare degli assistenti alla regia Giordana Carrese ed Alessandra Smorra, i testi scritti a quattro mani dal coreografo ed ancora Giordana Carrese per gli interpreti Francesca De Vita, Sara Lomazzo, Lia Ranieri e Giuseppe De Rosa. Un gruppo consolidato che porta avanti i concept di un artista a tutto tondo apprezzato in tutto il mondo. Che ora si rimette in gioco con questo debutto napoletano al Bolivar di cui lui stesso ci svela qualche particolare. A cominciare da un concetto molto semplice, “la natura ride delle difficoltà di integrazione” di Pierre Simon Laplace diventato uno dei riferimenti culturali a cui si fa riferimento in “Óxido”, un lavoro dalla lunghissima gestazione che riporta in scena i mille pensieri del librettista e coreografo Marco Auggiero. Qui il direttore della Mart Dance Company ha provato a descrivere il suo ultimo lavoro. “Pensieri non sempre limpidi, talvolta ossidati… Il pensare a sé e diffidare di tutto e tutti diventa terreno fertile per discriminazioni, sopraffazioni e violazione dei diritti umani – ci racconta Marco Auggiero – “_Ossidazione dell’anima_”, ecco come lo chiamo questo stato di confusione, innaturalezza, di chiusura. La natura nasce per avvolgere, non per nascondersi dal simile. Non deride, né umilia la biodiversità. Nella mia mente sono solo atossici, i miei pensieri; incontrano le dignità, ma si dissolvono nel Caos esterno quasi come se fosse utopico lasciarsi andare ad abbracci e comprensione. Come se una nebbia penetrasse nei sentimenti, confondesse i pensieri cancellando prospettive ed orizzonti. Si avverte il vuoto, la povertà di empatia degenera sempre più in violenze e derisioni di ogni tipo; quando l’indifferenza si espande, si può giustificare con l’ignoranza? E così che si ossida l’anima: si allontanano i dolori ed il superfluo, e ci si avvicina al nucleo cercato, creato per restare in pace, egoisticamente liberi dal resto di niente.” Provando a raccontare la creatività di Marco Auggiero si suggerisce di immaginare ad una vera e propria filosofia frutto di anni di sperimentazione ed esperienza internazionale. Un modus operandi in scena e dietro le quinte che nasce come liberazione dagli schemi e dalle costrizioni della danza canonica, per approdare ad uno stile e un linguaggio del tutto personale e all’avanguardia. Una tecnica funzionale con un flusso di movimento continuo. Il personale linguaggio delle sue creazioni esplora la dimensione psico-emotiva dei danzatori, sperimenta continue contaminazioni con nuove forme artistiche ed espressive, spaziando nell’universo umano in tutte le sue direzioni e percezioni. Nelle sue opere affronta spesso questioni dal forte impatto umano e sociale, proponendo margini di riflessione inediti e profondi. Margini così ampi che in “Óxido” li ritroviamo tutti in un unicum imperdibile, in scena in un Teatro Bolivar che si attende esaurito in ogni ordine di posto. Per conoscere la storia della compagnia e del suo direttore artistico e coreografo non ci resta che visitare il sito ufficiale.