Tra fantasia e realtà, con la dovuta ammirazione per gli anziani di ogni genere, coerenti senza riserve

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Nei primi anni ’50, a Sorrento, una delle mete del Bel Paese più ambite dai turisti italiani e stranieri, prese corpo una vicenda amorosa che fu, di li a poco, “romanzata” in musica da Domenico Modugno. Questa la storia. Una principessa indiana approdò nel golfo della Perla della Costiera sorrentina. Girando per ristoranti – la bontà della cucina italiana era già nota nel suo paese – si innamorò della stessa dal vivo e, per naturale estensione, di quella di tutto il Paese. In uno dei vari locali dove fece tappa, conobbe e fu colpita…al cuore da un pizzaiolo, tale Pasquale detto “Pascalino”. Lo portò sensa indugio con se a New Delhi per sposarlo e farne un mahraja. Dopo tanto tempo,precisamente nei primi giorni di questa settimana, proprio in quella città, come è noto capitale di uno stato-subcontinente dell’Asia, l’India, l’Unesco ha riconusciuto alla Cucina Italiana nel suo insieme l’appartenenza al “patrimonio immateriale dell’Umanità”. La notizia non è tanto di folklore, quanto di notevole valore economico. È noto che in tutti gli stati di questo mondo, sono presenti uno o più locali italiani, molti di essi di proprietà di gente di questo Paese, dove vengono preparate specialità nostrane con ingredienti Made in Italy, accompagnato da tanto di certificazione di origine. È scontato che il costo delle stesse è ben superiore a quello delle preparazioni di un fast food. In termini di export mirato è una tipologia di commercializzazione, una delle poche che soddisfa tutti i partecipanti alla catena, dai cuochi ai commensali, fatta eccezione solo per chi deve mettere la mano in tasca e pagare il conto. Alla tipologia di ristoranti appena descritta si deve aggiungere anche la fascia ancora più consistente dei locali stranieri che servono preparazioni italiane in qualità de “la crème de la crème”, rifornendosi del meglio di tutto quanto di commestibile viene prodotto nel Bel Paese, quindi vini, liquori, dolciumi e altro. Non è un caso che una delle poste della Bilancia Commerciale del Paese posta più in alto nella colonna dell’attivo sia proprio lo stesso agroalimentare. Probabilmente sarà un buon aiuto per combattere il falso Made in Italy per mano delle organizzazioni di categoria. Una nota certamente non positiva ieri ha dato segno di se in maniera rigorosamente ufficiale. È successo a Bologna, dove era stata preparata una penosa farsa per un soggetto femminile a cui sarebbe stata assegnata la cittadinanza onoraria della città, Bologna “la dotta”. La destinataria, la ormai arcinota, rectius: arcifamigerata, Francesca Albanese, continua a rubare la scena a quanti ne sono meritatamente all’altezza. Unico dissidente di grosso calibro di quel consesso è stato il Professor Romano Prodi che non ha bisogno di presentazioni. Per esprimere il suo dissenzo nei confronti di quella di quella baracconata, si è espresso, tra gli altri argomenti, con un solenne: “Errare umanum, perseverare diabolicum”. Chissa se i suoi compagni fuori tempo e fuori luogo sono stati in grado di tradurre..!