Tra sacro e profano

Il mondo è bello perché è vario, a condizione che venga usato… come Dio comanda. Questo è quanto sostengono i cattolici e gli appartenenti a altre confessioni che, al fine di rendere concreta ciascuna delle loro convinzioni, evitano di far ricorso alle maniere forti, prima fra esse l’uso delle armi, favoriscono così il ricorso alla pratica del dialogo. Ciò nonostante che alcuni, anni addietro, ebbero saggiamente a dire che le parole, talvolta, fanno più vittime delle spade.

Al tempo attuale sono in atto tanto guerre definibili oltre che motivate da diversi interessi di questo mondo, aggiungono motivazioni riconducibili, a fatica e solo se tirate per la giacca, a uno o più culti religiosi. È evidente che non è assolutamente pensabile che per quel genere di “attività” possa esistere un periodo, seppur breve, di chiusura per ferie. Ciò perché, per quanto possa essere molto simile a un calembour, alcuni teatri di quei conflitti, sempre e comunque attivi in Medio Oriente, sarebbero calpestabili con molta difficoltà. Ciò in quanto, da quelle parti del pianeta, temperature al limite superiore dello strumento tarato per indicare anche la punta massima oltre la quale non è possibile che sopravvivano né specie animali né vegetali. Quanto è poi saltato nel mondo cattolico, sfugge a ogni tentativo di individuare il criterio di scelta della tempistica e la vera ragione della scelta di un periodo torrido come quello attuale per dar fiato alle trombe. Al momento i personaggi delle tragedie in atto, soprattutto quelli all’opera nella parte più vicina al Mare d’Arabia, baratterebbero l’incredibile con un po’ di tempo in località più a misura d’uomo. Va da sé compresi i religiosi.

Questi stessi, al fresco delle Mura Vaticane, dovrebbero avere almeno più forze per affrontare gli scismatici, anche quando tutto consiglierebbe loro di andarsene al mare. Intanto, come ogni anno accade, per fiutare l’aria che accompagnerà l’umanità fino alla chiusura delle vicissitudini durate fin troppo.