Tragedia greca a Napoli, vince lo Spezia 2-1

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in foto Kōstas Manolas

16^ GIORNATA DI SERIE A
Stadio: Diego Armando Maradona
Marcatori (Assist): 58′ Petagna (Di Lorenzo), 68′ rig. Nzola, 81′ Pobega

NAPOLI (4-2-3-1): Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Maksimovic, Mario Rui; Fabian Ruiz (82′ Llorente), Bakayoko (76′ Elmas); Politano (53′ Petagna), Zielinski (76′ Lobotka), Insigne; Lozano.

SPEZIA (4-3-3): Provedel; Vignali, Ismajli, Terzi, Marchizza (90′ Ramos); Deiola (46′ Pobega), Agoumé, Maggiore (90′ Saponara); Agudelo (46′ Gyasi), Nzola, Farias (79′ Erlic).

Napoli è indubbiamente la città italiana più adatta ad ospitare una tragedia greca, la partita con lo Spezia di Vincenzo Italiano è un esempio perfetto. Gli elementi della tragedia di origine ellenica sono tutti presenti: i protagonisti di rango elevato, il protagonista che causa la catastrofe, la catastrofe che porta rovina, e le divinità. Non più quelle degli antichi romani o greci ma moderne, invocate da tutti i tifosi partenopei per novanta minuti di gioco più recupero, intervallo incluso.
Lo spettacolo, scritto e diretto da Gennaro Gattuso, si divide in tre atti.
Il Napoli entra in scena con il piglio, solo in apparenza, giusto. Riesce infatti a creare tantissime occasioni per portarsi in vantaggio: neanche 58 secondi dal fischio d’inizio Lozano sfonda sul lato destro e serve Insigne che, solo davanti a Provedel, manca clamorosamente il bersaglio. Nei 5’ successivi prima Politano e poi Bakayoko spaventano lo Spezia con due conclusioni, ma è al 12’ che il primo atto entra nel vivo: Lozano scippa il pallone ad un goffo Provedel e serve Insigne, incapace nuovamente di ribadire in rete, sulla respinta del portiere avversario Zielinski effettua un cross per Fabian, ma il suo colpo di testa viene intercettato sulla linea; la scena si conclude, non a caso, con un’acrobazia inefficace di Insigne.
Lo spettacolo prosegue impietoso per i tifosi del Napoli: al 21’ Politano calcia nuovamente da fuori col sinistro, ancora alto, prima di sparire completamente dal palco; al 25’ Lozano taglia alle spalle dei difensori e, servito da Insigne, decide di non concludere per cercare un improbabile assist; 10 minuti più tardi Insigne, defilato sul lato sinistro, non riesce a battere Provedel su un’ottima imbucata dell’altalenante Zielinski.

il Napoli batte il record di tiri nel primo tempo

Termina il primo tempo, con il Napoli che batte ogni tipo di record inerente ai tiri effettuati, senza però trovare il vantaggio. Al 53’ ha inizio il secondo atto della tragedia con l’ingresso di Andrea Petagna, il protagonista principale.
Poco dopo l’ingresso in campo Petagna fallisce clamorosamente la prima occasione della sua partita, su un ottimo spunto di Di Lorenzo si trova solo davanti a Provedel, che riesce a parare. Al 58’ riesce finalmente a trovare il goal dell’1-0 su un’altra accelerazione di Di Lorenzo. Ecco la catastrofe, l’evento che ribalta completamente la storia. I calciatori azzurri sono dei protagonisti capaci di tramutare un evento positivo in negativo, è infatti con il goal del vantaggio che ha inizio l’atto finale: Il Napoli, inspiegabilmente, si spegne. Al 66’ Pobega viene spinto alle spalle dal disastroso Fabian, il suo è un fallo ingenuo su un avversario che non rappresentava alcun pericolo da quella posizione. Nzola pareggia dal dischetto spiazzando Ospina.
Ogni spettacolo ha bisogno di stupire il pubblico, tramite sorprese che solo i grandi artisti riescono ad inscenare alla perfezione. Al 77’ viene espulso per somma di ammonizioni Ismajli, colpevole di un fallo su Petagna, ma 4 minuti dopo lo Spezia passerà in vantaggio con Pobega, più veloce dello scandaloso Mario Rui ad avventarsi sul pallone respinto dal palo.

Llorente ed Elmas danzano separati dal pallone

Prosegue il valzer dei cambi, con nuovi protagonisti che fin da subito contribuiscono ad aumentare la magnificenza dello spettacolo: Elmas calcia alto, da ottima posizione, su passaggio di Petagna, ed al 94’ inscena un delizioso balletto con Llorente in area di rigore. Entrambi decidono infatti di danzare guardando il pallone invece di concludere in porta per acciuffare il pareggio.
Sipario.

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