Trame segrete d’Oriente: il kimono maschile tra identità, storia e stile

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Palazzo Mocenigo ha inaugurato a dicembre una mostra dedicata alle culture tessili dell’Oriente, Il Kimono Maschile: Trame di vita, racconti di stile. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 4 aprile 2026. Curata da Silvia Vesco e Lydia Manavello, in collaborazione con il Museo d’Arte Orientale di Venezia e con il patrocinio dell’ Università Ca’Foscari Venezia – Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, la rassegna celebra il Giappone illustrando le molteplici forme dell’abito come registro identitario, memoriale e punto d’incontro di connessioni tra luoghi, epoche e civiltà. In particolare la mostra si concentra sulla raffinatezza maschile nipponica onorando il protagonista centrale: il Kimono maschile. Al contrario di quello femminile infatti, esso è stato un elemento della cultura, degli usi e dei costumi giapponesi ancora poco indagato nel Mondo Occidentale. Un vero e proprio viaggio quindi nell’ arte, storia, religione, tradizione ed evoluzione del paese “del Sol Levante” grazie alla raccolta ricercata di creazione tessile realizzata da fine Ottocento agli anni Quaranta del Novecento. Suddiviso in dieci sezioni, il percorso della mostra onora anche religione e spiritualità evocando divinità della fortuna e figure come Bodhidharma, ripercorrendo il periodo Sakoku ed arrivando al Meiji e alla crisi del 1929. Sono ricorrenti i riferimenti alla cultura popolare, ai proverbi, al culto dei guerrieri e dei Samurai, ai protagonisti e alle leggende del teatro Nō e Kabuki ricordando l’eleganza dell’abbigliamento e degli accessori tra cinture obi, sagemono, inrō, e netsuke. Non mancano i richiami agli artisti illustri della pittura giapponese, infatti su molti Kimono erano raffigurate scene delle opere di Kitagawa Utamaro, Utagawa Hiroshige, Itō Jakuchū e Kamisaka Sekka. Anche negli indumenti per bambini erano riportate raffigurazioni su tessuti riguardanti il mondo dello sport, immagini militariste e omaggi alla natura e alla filosofia orientale. Dagli anni Trenta agli anni Quaranta del Novecento vengono poi presentati gli omoshirogara, i “motivi bizzarri” che esaltavano la modernità il progresso, i trasporti, lo sport, la propaganda e gli scambi con l’Occidente. La mostra si conclude con la Kimono LAB, ospitata nella project room del palazzo, che esplora le tecniche tessili e decorative di haori e di sotto kimono attraverso realizzazioni in sete pregiate, lane importate e decori interni tramite procedure tessili tradizionali come kasuri, katayuzen, yuzenzome, rōrā nassen ed elaborate varianti dello shibori. Il Kimono maschile quindi non era solo un indumento ma un vero e proprio tessuto narrativo della storia, della cultura e della società nipponica. Ricco di immagini, simboli e raffigurazioni racconta identità, credenze, trasformazioni sociali ed evoluzioni. Il tessuto diventa linguaggio globale con modelli di Kimono unici, molti dei quali esposti per la prima volta al pubblico insieme a più di sessanta oggetti provenienti dal Museo d’Arte Orientale di Venezia, segno imprescindibile del dialogo antico e moderno tra Venezia e l’Asia da secoli unite in scambi commerciali, artistici e culturali.