Tramonti, il calendario che racconta arte, storia e bellezze del territorio diventa strumento di solidarietà

40
di Emilia Filocamo
Avrei potuto limitarmi a descrivere nel dettaglio l’iniziativa del Comune di Tramonti, giunta alla sua venticinquesima edizione: la realizzazione del  calendario con gli scatti del borgo, del verde dominante da contrafforte a contrafforte, delle bellezze paesaggistiche, o come in questo caso, artistiche, storiche, religiose. Invece oggi preferisco andare a fondo in un  progetto che è molto di più e che fa rima con identità territoriale, con senso di appartenenza, con responsabilità non soltanto come amministratori o cittadini ma come parte integrante, viva, pulsante di una comunità che ama rappresentarsi nel modo più consono e diretto, mostrando semplicemente ciò che è. Un calendario, strumento che,  al di là della tradizionale utilità che mette in campo anche una certa ritualità, una sorta di supporto e di “ rifugio” per la memoria con un valore spesso anche benaugurante e scaramantico,  diventa per il  comune di Tramonti  molto di più. E’ un messaggio al cuore di chi appartiene al territorio, con le sue 13 chiese, con le sue opere, le tradizioni,  le processioni, i sapori, i limoneti e le rocce, messaggio che arriva  anche a coloro che da tutto ciò sono  lontani per ragioni di lavoro, per scelte di vita. Una sorta di nodo, di corda gettata oltre le distanze per richiamare a ciò che si è, ai luoghi a cui si appartiene per nascita, per memoria, per anima. Un messaggio promozionale  fatto in modo intelligente, delicato, attento, puntuale: è un invito a visitare un borgo che, oltre ad essere già caratteristico perché  non tradizionalmente legato al mare per posizione geografica e destino, si mostra ricco di arte, pulsante per tradizioni, per ricchezza di testimonianze pittoriche in cui il misticismo e la fede si fondono e si legano indissolubilmente. Come se tutto ciò non bastasse, il ricavato del calendario sarà devoluto alle associazioni Telethon e Ail per creare un ulteriore legame tra bello e buono. All’origine dell’iniziativa un’Amministrazione che non promuove il territorio di Tramonti nei modi soliti e già  conosciuti ma che lo fa mettendo al primo posto un amore viscerale  per  il luogo a cui appartiene.Un plauso dunque al primo cittadino Domenico Amatruda, all’instancabile Enzo Savino, Vicesindaco del Comune di Tramonti con delega al Turismo e alla Cultura, al coordinamento dell’assessorato al Turismo e alla Cultura ad opera di Rosa Amodio, a Vincenzo Ferrara per  le ricerche iconografiche e i testi redatti, a Maria Apicella per i contributi fotografici, ai professori Aldo Del Pizzo e Rossano Giordano per la supervisione, a Pasquale Ascione per la grafica.
Il lavoro è  frutto di un team, di una comunità è sarà possibile ritirarlo a partire dal 14 gennaio presso lo sportello del Servizio Civile all’ingresso del comune di Tramonti. Ma queste sono notizie che si trovano  in giro  senza alcuna difficoltà. Ciò che fa davvero notizia è l’appartenenza che non è soltanto quella appesa ad un muro, appoggiata ad una scrivania, utilizzata come taccuino e come memorandum nei giorni in cui la fretta è compagna costante. Perché con questa iniziativa, il comune di Tramonti ricorda che un paese è molto di più di una piazza dove si è cresciuti, di una residenza, di una porta di casa con in bella vista il numero civico e che  l’appartenenza è sapere dove tornare, dove sentirsi al sicuro e riconoscersi.