Transitus, la personale di Enrico Moleti al Museo Arcos

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In foto Nazzareno Orlando, Vanni Miele, Enrico Moleti, Ferdinando Creta

L’occhio di Leone, ideato dall’artista Giuseppe Leone, è un osservatorio sull’arte visiva che, attraverso gli scritti di critici ed operatori culturali, vuole offrire una lettura di quel che accade nel mondo dell’arte avanzando proposte e svolgendo indagini e analisi di rilievo nazionale e internazionale.

di Azzurra Immediato

Benevento ed il Museo Arcos diretto da Ferdinando Creta, hanno riaperto la stagione espositiva di settembre con la mostra personale ‘Transitus’ dell’artista partenopeo, d’origine sannita, Enrico Moleti. Una sfida, certamente, nell’epoca post emergenza Covid-19 che proprio mediante una sorta di limbico ‘transito’ propone al pubblico – in piena e totale sicurezza secondo le norme previste dalla legge – un viaggio attraverso le sale del contemporaneo del Museo Arcos ed un felice ritrovarsi a contatto con l’arte.
‘Transitus’ è un percorso dettato dalla cromia e da una grammatica astratta, informale, concepita in maniera peculiare. Le opere presenti in mostra, difatti, impreziosiscono l’ultima pubblicazione letteraria di Nazzareno Orlando dal titolo ‘Meduse immortali’ e così, Ferdinando e Francesco Creta, in veste di curatori, hanno progettato un itinerario estetico capace di rendersi suggestione percettiva, resa tangibile grazie all’allestimento affidato ad Italo Mustone. Sino al 30 settembre, ‘Transitus’ dialogherà con Benevento, rendendosi parte di quel percorso avviato da Creta di valorizzazione o talvolta di nuova scoperta, di linguaggi ed espressioni artistiche legati al territorio, molto spesso più conosciute oltre i confini, italiani e stranieri che in loco. Una visione che, negli ultimi anni, ha delineato una sorta di riscrittura della geografia artistica del Sannio, di grande pregio, nel solco, però, di dialoghi continui, anche con luoghi ed esperienze altere, senza mai chiudere, dunque, il Museo in pericolose gabbie dorate.
‘Transitus’ entra a pieno titolo in tale tracciato: se Moleti in principio afferiva ad un abbecedario legato fortemente ad archetipi di matrice classica come la ‘Mater Mediterranea’ , mediante la cui narrazione artistica ha avviato la sua carriera estera, nel bacino del Mare nostrum, ecco che, d’un tratto, intono al 2014, la sua grammatica, la sua lingua pittorica è mutata, per ‘transitare’ verso una figurazione astratta ed astraente, di cui la cromia è certamente protagonista, così come lo è l’abbandono di simbologie prima perfettamente riconoscibili. Alcune delle opere in sala sono state realizzate durante il lockdown e, invero, come accaduto a molti artisti, esse rappresentano la volontà interiore di un rasserenamento, la volontà di tradurre qualcosa di profondo e latente dinanzi all’ottenebrante realtà che, nei mesi primaverili, ha incatenato il nostro quotidiano. Ecco, pertanto, che ‘Transitus’ si veste di emblematici e plurimi significati, diventa metafora di una moltitudine di mutazioni che da personali – dunque appartenenti alla ricerca di Enrico Moleti – hanno saputo tradursi in urgenza comunicativa universale.
Il valore di condivisione non è nuovo per Moleti, tant’è che con lo scrittore e giornalista Nazzareno Orlando, il lavoro portato avanti a quattro mani, tra scrittura e pittura, è noto e duraturo, in questo continuo rimando tra discipline che parlano la medesima lingua, quella della cultura e ‘Transitus’ ne è esempio vivido, poiché sarà proprio il libro di Orlando, ‘Meduse immortali’ ad essere presentato a Benevento, in concomitanza con la mostra, nello straordinario scenario del Teatro Romano tra qualche settimana, così come hanno anticipato i protagonisti durante l’opening della personale, lo scorso 12 settembre.
Le opere di Enrico Moleti scandiscono un tracciato che laddove perde di rapporto con la traduzione del reale, per addentrarsi nelle pieghe dell’inconscio, elaborato da materia e da composizioni informali, ritrova contatto con il vero mediante la grafia che l’artista ha lasciato sulle pareti del museo, pensieri liberi di definire un tragitto altro, non secondario, bensì di interlocuzione sottile tra i dipinti e le parole.
Sino al 30 settembre, in pieno stravolgimento di programmazione, per dirla con le parole del direttore Ferdinando Creta, sarà dunque possibile ‘transitare’ dinanzi ai dipinti – più una installazione – di Enrico Moleti, subire la fascinazione delle sue scomposizioni, del suo tratto grafico e della sua riconoscibile trattazione del colore, in attesa che la sua ricerca si riscopra in quella sua sempiterna sperimentazione, tratto chiave della carriera dell’artista napoletano.

In foto Enrico Moleti, Rompere gli schemi, 2019, dalla mostra Transitus, Museo Arcos Benevento
In foto Enrico Moleti, Cassiopea, dalla mostra Transitus, Museo Arcos Benevento
In foto Enrico Moleti, dalla mostra Transitus, Museo Arcos Benevento