Trapianti, il Tocilizumab (cura Ascierto) funziona anche contro il rigetto cronico del rene

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La Città della Salute di Torino conquista la prima pagina di “Clinical Transplantation”, una delle più prestigiose riviste scientifiche americane nel campo della medicina. Il risultato è dovuto a uno studio eseguito dalla struttura Nefrologia Dialisi e Trapianto, diretta da Luigi Biancone, sulla cura dei pazienti che sono stati sottoposti a un trapianto di rene: si tratta dei primi dati europei sul trattamento del rigetto cronico dell’organo attraverso un farmaco antinfiammatorio, il Tocilizumab, che, usato comunemente per patologie come l’artrite reumatoide, è diventato conosciutissimo per essere stato sperimentato con successo dal professor Paolo Ascierto del Pascale di Napoli nella cura contro l’infezione più acuta del Covid-19, tanto da essere stato ribattezzato “Cura Ascierto”. La rivista gli ha dedicato la copertina del numero di agosto.

“Il rigetto cronico – spiega Biancone – è attualmente la prima causa di perdita del rene trapiantato a distanza di anni dal trapianto e dal momento in cui viene diagnosticato porta a progressivo peggioramento. Questi nuovi dati sono incoraggianti nella possibilità di rallentare questo peggioramento ed allungare la sopravvivenza del rene trapiantato”.

Lo studio dimostra come la terapia con Tocilizumab dia già dopo sei mesi segni di risposta, mediante un meccanismo che riduce la presenza di anticorpi nel sangue che danneggiano il rene trapiantato e, contemporaneamente, l’infiammazione all’interno delle delicate strutture del rene.

“Dati recenti – affermano alla Città della Salute – dimostrano che chi si sottopone questa terapia mantiene funzionante il rene trapiantato nel 32% dei casi in più di chi non la fa. Questo dimostra sempre di più che la medicina del trapianto renale non si esaurisce con l’intervento chirurgico, ma prosegue con altrettanta importanza negli anni a seguire per gli aspetti clinici. È per questo che, oltre ad essere un momento record per il numero di trapianti renali effettuati dall’inizio dell’anno all’ospedale Molinette, oltretutto in un periodo estremamente complicato dal punto di vista sanitario, sono importantissimi i progressi nella gestione clinica che si stanno ottenendo, per prolungare la vita dei reni trapiantati e ridurre la necessità di ri-trapianti e di conseguenza la qualità di vita dei pazienti”. I trapianti renali, nel presidio sanitario subalpino, sono seguiti da Nefrologia (diretta da Biancone), Chirurgia Vascolare ospedaliera (responsabile Aldo Verri), Urologia (diretta da Paolo Gontero) e Anestesiologia (diretta da Roberto Balagna).