Trasgredire? E’ impossibile in un mondo senza valori e nel quale tutto è permesso

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Anni fa, le cronache mondane, di alcuni famosi luoghi turistici d’Italia, tra i quali, e specialmente, c’era l’isola di Capri, davano notizie di trasgressioni che avvenivano, e che erano tollerate e talvolta anche ammirate. Ma ora, nelle cronache mondane, di trasgressioni che avevano la presunzione di descrivere l’intero vivere del luogo non si parla quasi più. Perché? Trasgredire significa andar oltre, oltrepassare i limiti del lecito e del consentito. Nel caso di quelle cronache significava il non rispettare i principi ed i valori morali ritenuti giusti nel luogo dal quale le cronache venivano. Questo dimostra che in esso c’erano principi e valori che comunque si ritenevano validi, e si riteneva che dovessero essere attuati da tutti. A sentire coloro che abitano in quei luoghi sembra che ora quei principi e quei valori siano svaniti. Infatti spesso, da adulti ed anziani, si sente dire che non ci sono più valori. Ci si riferisce a quelli di una volta, ma si intende anche dire che non ci sono più principi e valori che diano senso ed orientamento al vivere. Il che non è però vero perché ogni uomo vive secondo un senso ed un orientamento che possono essere effimeri, dannosi, ma che tuttavia ci sono. I principi ed i valori del passato derivavano ed erano espressione di una precisa visione di vita. E quindi di una verità che si riteneva assoluta. Non ci possono essere principi e valori assoluti in una società pluralista che ammette verità relative, ma respinge una verità assoluta. Ci potrebbero essere se su alcuni principi ed alcuni valori ci fosse unanime condivisione da parte di tutti i portatori di verità relative. Ma normalmente un tale accordo non c’è. Di conseguenza non ci possono essere più trasgressioni, perché quel che non è valido per uno è valido per un altro e costituisce il senso e l’orientamento del suo vivere. Ed anche perché la trasgressione si è trasformata in quel permissivismo che tutto concede nel campo etico. Stranamente una trasgressione ci potrebbe essere. È quella relativa al principio che, consapevolmente o inconsapevolmente, domina nei luoghi dove avvenivano le trasgressioni mondane e che domina nella civiltà occidentale, se non in quella mondiale. È il principio secondo il quale l’unica cosa che vale è il raggiungere il maggior profitto economico possibile e soddisfare la maggior parte dei desideri materiali che sia possibile. Essendo quasi tutti, attivamente o passivamente, intenti a questo, potrebbe essere ritenuto trasgressore chi non si adegua e segue invece lo spirito, alimentandolo con quelle che il mondo riterrebbe rinunce. Le cronache mondane del passato parlavano di trasgressione come qualcosa di piacevole. Il trasgredire ora quel che domina nascerebbe da un dovere interiore, ma rivelerebbe quel disagio del vivere che incominciò a rivelare Freud, e che molti hanno nel fondo del loro animo, anche se hanno timore di esprimerlo, per evitar contrasti quel che vuole la società. E rivelerebbe inoltre che, quando determinati principi e determinati valori non sono più riconosciuti e non ispirano la condotta generale, coloro che credono in essi si ritrovano in una tremenda solitudine, nella quale potranno resistere solo se avranno tanta fiducia in quel che ritengono vero e tanto coraggio da restare persone viventi, tra le masse e le organizzazioni.