Trasporti pubblici, i riflettori del Rotary sulle criticità della rete

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Accade a Napoli che tra i fornitori istituzionali dei principali servizi pubblici e i cittadini si crei uno spazio di incomunicabilità che non giova alla soluzione dei problemi. In parte è dovuto alla difficoltà di accesso alle fonti di informazione, qualche volta di proposito reticenti, sulle cause di certe strutturali inefficienze. E, dunque, compito del Rotary può essere anche quello di creare le occasioni perché se ne discuta partendo da una approfondita e più attuale ricognizione dei problemi visti nella loro complessità. Da qui un calendario di incontri a più voci che Gianni Fierro ha posto al centro del suo anno di presidenza del Rotary Napoli Ovest. L’ultima tavola rotonda ha voluto richiamare l’attenzione sulla criticità della rete dei trasporti pubblici specialmente nell’area metropolitana. Sono stati invitati a parteciparvi tutti quelli che a vario titolo hanno responsabilità nella gestione di un trasporto pubblico frammentato in un puzzle di sigle: il Presidente dell’Eav (ferrovie regionali) Umberto De Gregorio; l’Amministratore Unico dell’Anm (aziende di trasporto comunale) Alberto Ramaglia; il Direttore Generale dell’Agenzia Campana Mobilità Sergio Negro. E, naturalmente un rappresentante della Regione, il Presidente della Commissione Trasporti Luca Cascone. Insomma, tutti quelli che tardano a dare una risposta convincente ad una domanda di trasporto che, nelle condizioni attuali, penalizza fortemente i napoletani. E ancora una cosa. E’ stata una buona occasione per adottare una modalità di ascolto e di proposta che preveda dall’altra parte del tavolo interlocutori che da angolazioni diverse abbiano accostato i diversi aspetti del problema. Nel caso: Riccardo Mercurio Ordinario di Organizzazione Aziendale alla Federico II, Natale Colombo Segretario Generale CGIL trasporti Campania, Antonio Di Gennaro per l’Assoutenti, e il nostro Antonio Sarnataro Vice Presidente del Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani. A mettere ordine ad una discussione dalle molte sfaccettature il giornalista Ermanno Corsi. Le domande erano praticamente quelle sintetizzate in apertura dal Presidente Fierro: quali i criteri con cui si è proceduto alla riduzione dei finanziamenti, (la famosa e molto temuta spending review), nell’esercizio dei vari tipi di trasporto pubblico? E che dire del taglio dei servizi, dei costi di produzione che sono tra i più alti d’Italia, della bassa velocità commerciale, della vetustà dei mezzi impiegati? Vien fatto di pensare ad una gestione delle risorse poco attenta all’efficienza, all’economicità e al rispetto dell’ambiente. Non si ha notizia delle indagini, previste dalla legge, per avere cognizione della corrispondenza dei servizi alle esigenze dei cittadini. Questione su cui ha insistito Sarnataro perché si dia corso ad attendibili informazioni; e Gianni Fierro maliziosamente per parte sua ha aggiunto: “Abbiamo l’impressione che le Aziende queste indagini o non le fanno oppure le tengono chiuse in un cassetto segreto”. In verità a voler dare un’occhiata ai fattori di qualità del servizio individuati con una legge della Regione Campania, dovremmo aspettarci un trasporto pubblico da paesi scandinavi. La realtà è invece quella ammessa con qualche imbarazzo dai relatori. Il piano degli investimenti, quando non sono assicurati i fondi necessari – ha ammesso l’Ingegnere Negro – lascia nel limbo dei buoni propositi l’esercizio delle nuove tratte costruite, dei nuovi mezzi di trasporto acquistati, una costante manutenzione e un’adeguata disponibilità di personale. Scendendo nei dettagli per quanto riguarda le aziende di trasporto comunale, la situazione per ammissione dell’Ingegnere Ramaglia appare ancora più desolante: evasione (i portoghesi) al 40% sui bus, veicoli vecchi (su 662 ne circolano solo 360), i treni della Linea 1 passano ogni venti minuti, il doppio degli intervalli accettabili per una metropolitana che si rispetti. Vita grama anche per le ferrovie regionali. Il Presidente dell’EAV De Gregorio ha mestamente ricordato che l’Ente ha ereditato un ammanco di cassa di 500 milioni di euro dovuti dalla Regione nei passati esercizi e mai erogati. Vi è un tavolo permanente per rimettere questa situazione debitoria (è il caso di dire) sui binari, ma si è ancora alla fase di studio. In che cosa, in definitiva, si è sbagliato? Che non dipenda in qualche modo, ha accennato il Prof. Mercurio, da quell’ accorpamento delle aziende che di solito non produce i risparmi attesi? Poi a pagare, ha detto il sindacalista Colombo, sono certamente gli utenti del trasporto pubblico ma anche i lavoratori del settore. E se tagli devono esserci, ha detto il rappresentante dell’Assoutenti, andrebbero equamente ripartiti perché alcune linee non siano oltre misura penalizzate. E la Regione? All’Ing. Cascone il compito di trovare parole rassicuranti da consegnare ad una platea alquanto diffidente e, dopo tutto quel che si era detto, poco propensa ad una fiduciosa attesa. Anche perché il Presidente della Commissione Trasporti altro non ha potuto fare che assicurare il massimo impegno perché sia sanata al più presto la situazione pregressa e da lì ripartire per un serio programma di miglioramento del trasporto pubblico a Napoli e in Campania. In definitiva il merito dell’iniziativa del Rotary Napoli Ovest e di Antonio Sarnataro che ne è stato l’organizzatore è di avere denunciato a chiare lettere delle verità scomode che rischiano, a non parlarne, di finire in un sommerso di facili autoassoluzioni e di sterili mugugni. Anche il tenere vivo un ragionato spirito critico sul modo di gestire le strutture di servizio alla comunità appartiene allo statuto dei doveri fondativi del Rotary.