Trasporti, ripresa la circolazione sulla Metro Linea 1 ma non si placa la polemica

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L’Anm comunica che il servizio sull’intera tratta della metro Linea 1 è tornato regolare dopo il blocco di stamattina per la protesta di alcuni lavoratori della ditta di pulizie.
Intanto infuria la polemica. “Una cosa è il legittimo e sacrosanto diritto di sciopero che nessuno mette in dubbio, altra cosa è il blocco totale del trasporto pubblico a Napoli e i responsabili del caos di questa mattina vanno individuati e denunciati per interruzione di pubblico servizio e, se ci sono gli estremi, anche per violenza privata per aver costretto migliaia di persone a non utilizzare i mezzi pubblici” dicono i Verdi, con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e i consiglieri comunali Stefano Buono e Marco Gaudini.
In una nota congiunta gli assessori Enrico Panini e Mario Calabrese provano a chiarire: “L’aver lasciato senza trasporto pubblico centinaia di migliaia di cittadini, con il ricorso al blocco notturno del deposito della linea 1, l’occupazione dei binari, il sabotaggio degli stessi con la collocazione di pietre sulle rotaie e con il blocco contemporaneo dei quattro depositi dei bus di Anm, è un’azione organizzata per finalità del tutto lontane e completamente estranee dalle ragioni di una legittima protesta di lavoratori. Che poi si tratti di un’iniziativa spontanea, ovviamente, lo lasciamo al libro delle favole – prosegue la nota – La situazione è riassumibile in poche righe. Contrattualmente il pagamento delle retribuzioni di una mensilità – per i lavoratori del comparto servizi – può essere legittimamente effettuato entro la metà del mese successivo. Nel caso della retribuzione del mese di gennaio l’azienda Anm ha dichiarato in sede di Prefettura meno di 24 ore fa: che avrebbe pagato subito 600.000 euro, sui 700.000 mila necessari all’azienda Samir per corrispondere le retribuzioni del mese di gennaio; la parte rimanente sarebbe stata versata non appena rendicontate le attività effettivamente svolte; infine è stato chiarito ulteriormente che, essendo Anm in procedura concordataria, alcuni passaggi dipendevano non da volontà politica o da problemi economici, quanto dalla procedura avviata. L’azienda Samir ha dichiarato in sede prefettizia di accettare queste condizioni. Pertanto che in questa situazione e senza il benché minimo rischio per le retribuzioni, il giorno 24 gennaio, si lascino a piedi centinaia di migliaia di cittadini è un atto di gravissima irresponsabilità che non può finire a “tarallucci e vino” né può portare a soluzioni estemporanee sempre giustificate da problemi di ordine pubblico che non farebbero che legittimare azioni che appartengono al codice penale e non al codice sindacale”, conclude la nota.