Trasporto locale, lunedì sit in dell’Usb in Prefettura

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L’Unione Sindacale di Base, in occasione dello sciopero nazionale di 4 ore degli autoferrotranvieri proclamato per il 26 giugno 2017, ha indetto un sit-in presso la Prefettura di Napoli in P. Plebiscito per manifestare contro l’abolizione del RD 148/31. Successivamente i lavoratori raggiungeranno in corteo Palazzo S. Giacomo per chiedere interventi immediati a garanzia della continuità del Trasporto Pubblico Locale in ambito metropolitano (ANM e CTP).

“L’abrogazione del regio decreto 8 gennaio 1931, n. 148, ad opera del Partito Democratico – si legge in una nota del sindacato – è solo l’ultimo passo verso i processi di liberalizzazione e privatizzazione del settore. Senza il R.D. 148 i lavoratori autoferrotranvieri avranno meno tutele, meno diritti e, quindi, saranno più ricattabili, le aziende applicheranno il Jobs Act ed un lavoratore, qualora licenziato ingiustamente, non potrà essere più reintegrato. La nostra Organizzazione Sindacale, per questo, ha più volte indetto scioperi, manifestazioni ed iniziative contro i continui tentativi di deregolamentazione del rapporto di lavoro e contro i tagli economici da parte del Governo. Il Comune di Napoli ha prodotto un piano di risanamento per ANM, condiviso da alcune Organizzazioni Sindacali, fatto in prevalenza di tagli al costo del lavoro, aumenti di produttività ed esuberi. Un piano lacrime e sangue che merita una risposta concreta e conflittuale di tutta la categoria, essendoci ancora i presupposti per riprenderci tutto e rovesciare il tavolo. L’USB da anni sta cercando di sensibilizzare la categoria e l’utenza attraverso una vertenza che rimetta al centro la garanzia occupazionale, la sicurezza sui luoghi di lavoro, il diritto alla mobilità e, più in generale, il rilancio concreto del settore, anche attraverso denunce alla Corte dei Conti. Inoltre, riteniamo siano maturi i tempi per chiedere, a seguito dell’avvenuto taglio ai superminimi (con un recupero di circa 30 milioni di euro), un miglioramento delle condizioni di lavoro del personale di front line, in un momento in cui la cosiddetta “collaborazione” pare sia diventata “obbligatoria” per far fronte alla pesante crisi aziendale raggiunta a seguito delle fallimentari gestioni di Dirigenti e Funzionari strapagati, che, anziché fare autocritica e magari dimettersi, reprimono il personale viaggiante punendo, di fatto, attraverso la sospensioni dal soldo e dal servizio chiunque segnali guasti o anomalie sui nostri mezzi, a tutela della sicurezza e della regolarità dell’esercizio.

Le richieste del sindacato sono: “Consegna del Piano Industriale e dell’organigramma di terzo livello, necessari per il rilancio di ANM e per una corretta, equa e trasparente gestione delle risorse interne; blocco del programma di esuberi, consulenza costata 85 mila euro; rispetto dei pagamenti delle retribuzioni, tra cui il premio risultato 2016 già maturato; un accordo quadro per l’equiparazione economica e normativa delle tre aree aziendali (sosta – ferro – gomma); ampliamento, ottimizzazione e garanzia del servizio accompagnamento; adeguate manutenzioni e dotazioni di sicurezza di bordo dei mezzi aziendali; l’applicazione delle normative di legge per quanto attiene la disciplina dell’orario di lavoro”.