Trasporto pubblico in Campania, sos di Legambiente: Treni lenti, insicuri e affollati

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Treni affollati, lenti, insicuri, dove il ritardo è normalità e dove sempre più spesso vengono cancellate corse senza rispetto per le migliaia di pendolari che ogni giorno sperano di utilizzare il servizio pubblico per raggiungere luoghi di lavoro o di studio. Quella che viene definita la “vergogna del trasporto pubblico in Campania” viene fotografata da Legambiente con Pendolaria, una prima analisi della situazione del trasporto ferroviario regionale nel nostro Paese. L’obiettivo è di sottolineare l’importanza e l’urgenza di migliorare il trasporto pubblico su ferro, offrendo un’alternativa più competitiva, economica e sostenibile all’automobile. Il dossier si concentra sugli investimenti infrastrutturali e le opere più urgenti e importanti per i pendolari. Il secondo punto analizzato da Legambiente riguarda i tagli al servizio ferroviario regionale La terza questione evidenziata è l’età dei treni in circolazione .

Lo sfascio del trasporto pubblico in Campania, a detta di Legambiente, è evidenziato dai numeri: sono 370 i treni in servizio nella regione con convogli di età media pari a 19,8 anni; il 65,6% dei treni circolanti ha più di 15 anni. In più, tra 2010 e il 2018 si è tagliato del 15,1% il numero di treni in circolazione in Campania a fronte di un record di aumento del costo dei biglietti pari al 48,4%.

Per i pendolari, sulle 10 linee peggiori d’Italia nulla è cambiato. Tra queste rimane la Circumvesuviana, dove perdurano stessi disagi, treni sempre più in ritardo, soppressione di corse a sorpresa, a testimoniare insufficienza qualità del servizio che accomuna diverse aree del Paese, che la campagna Pendolaria di Legambiente continua a denunciare. La speranza e’ che la tendenza si inverta presto grazie al bando di gara aggiudicato per 220 milioni di euro per nuovi treni sulle linee ex Circumvesuviane.

«Con Pendolaria – commenta Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania – vogliamo rimettere al centro dell’attenzione il ritardo e l’assenza di investimenti in cui si trovano tante infrastrutture che renderebbero più veloci e comodi i viaggi di centinaia di migliaia di persone che ogni giorno si spostano per ragioni di lavoro o di studio. Quando si parla di incompiute in Italia ci si concentra sempre sulle grandi opere, senza guardare a quelle più urgenti che sono proprio dove c’è larga parte della domanda di trasporto nel nostro Paese. In Campania – prosegue il presidente regionale di Legambiente – abbiamo individuato le priorità nell’acquisto di nuovo materiale rotabile per le linee EAV e nel Raddoppio della Circumflegrea Quarto-Pianura/Pisani e la bretella collegamento Cumana/Circumflegrea. Interventi che riguardano un bacino di utenza di oltre 700mila persone per un costo complessivo pari a 755milioni di euro. È necessario un cambio di passo radicale. I pendolari sono stanchi di inaugurazioni di nuovi treni, di promesse o annunci di avvio di lavori: vogliono certezze e segnali concreti visto che ad aumentare oltre alle tariffe sono i disagi quotidiani, mentre sono totalmente assenti i miglioramenti attesi da anni».