Trasporto pubblico a Napoli, l’Usb: Non ai privati

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Le organizzazioni sindacali Cgil Cisl e Uil, in linea con i processi di liberalizzazione e privatizzazione dei beni comuni imposti dall’Unione Europea e dal Partito Democratico, chiedono a gran voce di spalancare le porte ai privati, affidandogli il trasporto pubblico locale a Napoli e nell’intera area metropolitana. “Una posizione assolutamente inaccettabile, come Usb continuiamo a ritenere che la mobilità dei cittadini debba rimanere pubblica. L’ideologia e la pratica delle privatizzazioni in questo comparto si sono fuse pericolosamente e progressivamente, producendo dissesto economico, disoccupazione, minori servizi all’utenza, riduzione preoccupante dei livelli di sicurezza necessari, salari e diritti dei lavoratori sempre meno tutelati”. Nella nota diffusa ieri si legge che “l’Usb continuerà ad opporsi a qualsiasi politica che non veda la soluzione nella gestione in house del trasporto pubblico, ma di converso veda nello spacchettamento e nella privatizzazione del settore l’unica strada percorribile. Da qui l’estrema necessità, non più prorogabile, di una pianificazione adeguata nella ripartizione del fondo nazionale trasporti e di una politica industriale scevra da processi clientelari e dalla mala gestione, principale responsabile alla base dei fallimenti aziendali”.