Travelhoo, turismo e vespe d’epoca: l’idea vincente di due sorelle avellinesi a Bologna

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di Giuseppe Abazia

Affonda le sue radici ad Avellino l’intuizione che ha portato al successo l’azienda di due imprenditrici campane che vicissitudini di vita hanno condotto a Bologna. La TravelHoo di Alessandra e Paola Altamura non è solo una tipica agenzia di viaggi: al di là di quelle che sono le normali attività di un tour operator, le sorelle Altamura fanno leva sulle possibilità offerte dal territorio bolognese e sul ‘culto’ delle biciclette e delle Vespe d’epoca, proponendo un’idea originale e dinamica di turismo, a conferma dell’eclettismo che contraddistingue la fucina delle menti campane.
L’offerta di TravelHoo infatti non consiste nel semplice noleggio del mezzo di locomozione, ma è in realtà più articolata, come spiega Alessandra Altamura. “Le nostre tipologie di prodotto sono varie. C’è il noleggio del mezzo, ma c’è anche quella che noi chiamamo la Hoo Experience, ossia degli itinerari già programmati su percorsi cittadini, storici o naturalistici, che possono includere esperienze quali visite a caratteristici vigneti o pranzi in trattorie locali. La Hoo Experience è un self-made tour: il cliente ha il programma e il mezzo di locomozione e gestisce la visita secondo i suoi ritmi e le sue esigenze. Ancora, c’è il Hoo Tour, cioè il tour guidato, nel quale una nostra guida – sempre a bordo di Vespa, ovviamente – accompagna il cliente per i vari itinerari”.
La Vespa costituisce il tratto maggiormente distintivo di TravelHoo. Come nasce quest’idea? “Insieme con mia sorella Paola coltiviamo la passione per la Vespa sin da quando eravamo piccole – racconta Alessandra – e infatti il nostro parco di biciclette e di Vespe è interamente costituito da modelli degli anni ’70 e ’80.”
Le fa eco Paola: “Nostro padre ci regalò il famoso 50 Special che eravamo ragazzine e da lì ci innamorammo della Vespa. Furono stesso i paesaggi e i colli bolognesi a dare ad Alessandra l’idea di coniugare turismo e Vespa. Iniziammo proprio con i nostri 50 Special e, vedendo che l’idea piaceva, abbiamo proseguito”.
“Le biciclette sono sfruttate principalmente per gli itinerari cittadini – precisa Alessandra – mentre le Vespe per le visite al di fuori del centro cittadino Sono state proprio le caratteristiche del territorio emiliano ad averci aiutate a sviluppare la nostra visione, poiché un’altra nostra passione è scoprire itinerari più nascosti, di nicchia, al di fuori dei circuiti tipici del turismo di massa”.
Il pubblico ha dimostrato di apprezzare le iniziative di TravelHoo e la Vespa riscuote successo specialmente tra la clientela estera, come sottolinea Alessandra. “Buona parte degli acquirenti dei nostri prodotti sono stranieri che, innanzitutto, vogliono guidare la Vespa. C’è anche una fetta di clientela italiana, ma è minoritaria; nell’immaginario degli stranieri, la Vespa è ancora oggi un ‘must’, un simbolo dell’Italia, soprattutto quelle d’epoca. Con i nostri prodotti, quindi, il turista estero in visita a Bologna ha modo di unire l’esperienza di guidare una vera Vespa vintage alla scoperta di percorsi di vario genere, ma specialmente enogastronomici – che è anche il lato del turismo sul quale la Regione Emilia Romagna sta puntando di più.”
Si tratta di un modello di business interessante, che muove dalle passioni delle due imprenditrici e trae ulteriore forza dalle specificità del territorio di riferimento. Un modello che tra l’altro è stato replicato nella regione d’origine delle sorelle Altamura, terra che offre numerosissimi spunti per lo sviluppo di idee di turismo fuori dagli schemi e che ben si presta ad escursioni a bordo di agili Vespe. Anche la Campania, d’altra parte, è stata interessata negli ultimi anni da un boom dei flussi turistici esteri e non, con Napoli che ha visto la presenza di turisti incrementare ben del 93% dal 2010 al 2017, secondo i dati riportati dal Centro Studi Turistici di Firenze e Confesercenti.
Paola, che nell’impresa si occupa principalmente di vendita, illustra come le richieste dei clienti possano essere variegate e precise, e di come TravelHoo si sforzi di offrire il più possibile servizi personalizzati. “Miriamo sempre a creare, per i clienti, un viaggio su misura, come un sarto che cuce un vestito. I nostri genitori ci hanno educato fin da piccole al viaggio, che dunque per noi è sì un’esperienza ludica, ma soprattutto culturale, che apre la mente. Vogliamo che i turisti conoscano l’Italia ed è bello, giorno dopo giorno, inventarsi nuove idee da proporre ai visitatori”.
Le sorelle Altamura dunque, nonostante i buoni riscontri già ottenuti dalla loro attività, sono sempre al lavoro per studiare nuove strategie e implementare nuove idee. “C’è da dire – spiega Alessandra – che il settore turistico a Bologna è in evoluzione: fino a qualche anno fa si lavorava principalmente sulle fiere, sul settore business, sul bacino degli studenti universitari. In tempi più recenti, invece, i flussi turistici sono notevolmente aumentati, anche grazie alle politiche a sostegno del turismo attuate dalla Regione e grazie allo sbarco della Ryanair a Bologna. Dal canto nostro, vorremmo ampliare l’offerta e porre la Vespa ancora più al centro: per adesso i nostri itinerari durano una giornata, ma vogliamo introdurre pacchetti comprendenti anche il pernottamento, così da proporre una sorta di ‘vacanza della Vespa’. Come sempre, puntiamo a far scoprire zone meno conosciute dell’Emilia, per fornire ai nostri clienti itinerari che vadano al di là dei circuiti più comuni. In questo senso, comunque, qualcosa l’abbiamo già fatta: organizziamo infatti anche percorsi che includono bicicletta e viaggio treno verso località più distanti, fornendo biciclette vintage pieghevoli facilmente trasportabili”.
“Mi permetto di dire – conclude Paola – che il valore aggiunto di TravelHoo siamo Alessandra ed io. Cerchiamo di rendere i nostri clienti anche dei nostri amici, non solo per una questione di fidelizzazione, non solo per invogliarli a tornare da noi, ma anche e soprattutto perché amiamo il turismo e abbiamo a cuore la soddisfazione di chi si rivolge a noi per le proprie vacanze”. Affermazioni, queste, dalle quali traspaiono una sensibilità e un calore forse debitori alle origini campane dell’imprenditrice.