Tre giovani Storie esemplari del Sud che vale

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A cura di Claudio D’Aquino Con Il Graduation Day di martedì 8 luglio si conclude l’anno accademico dell’Ipe, l’istituto per la programmazione economica che dal 2002 ha fondato una school business divenuta A cura di Claudio D’Aquino Con Il Graduation Day di martedì 8 luglio si conclude l’anno accademico dell’Ipe, l’istituto per la programmazione economica che dal 2002 ha fondato una school business divenuta un esempio di eccellenza nel settore dell’alta formazione, non solo nel Sud. Il direttore Lorenzo Burdo, il segretario generale dell’Ipe Antonio Ricciardi e il direttore scientifico della Scuola di Alta Formazione Ipe daranno il via a una mattinata (inizio previsto per le 10 nell’aula magna della Residenza Monterone in via Pontano 36) che avrà come testimonial Paolo Scudieri, presidente di Adler Group e una terna di ex allievi dell’Ipe che si sono distinti nei rispettivi percorsi professionale: un esempio per gli oltre cento giovani che ogni anno l’istituto diploma. Il master in Finanza avanzata (Metodi quantitativi e risk management), che è giunto alla dodicesima edizione. Quello in Bilancio (Revisione contabile e controllo di gestione), che di edizioni ne ha conosciute otto. Infine il master in shipping (Logistica, Finanza e strategia d’impresa), arrivato alla sesta edizione. Ne parliamo perché l’Ipe ha una focalizzazione su un settore che è strategico per le chance di rilancio del Mezzogiorno. L’Ipe si occupa infatti dei giovani usciti dalle Università del Sud (e non solo), che puntano sull’alta formazione per proporsi poi sul mercato del lavoro con le carte in regola non solo per inserirsi nei ranghi di aziende e banche di primaria importanza, ma anche per gestire imprese in proprio. Ne parliamo perché, come spesso si ripete, i giovani del Mezzogiorno sono il cuore della classe dirigente del futuro. Sono anche, tuttavia, la risorsa più appetibile per la concorrenza di altri sistemi territoriali. Risorse che il Nord e il Centro Italia ci contendono. Come? Anzitutto richiamando nelle loro sedi universitarie un numero enorme di giovani: uno su cinque dei nostri ragazzi è andato ad iscriversi nel 2010 negli Atenei del Centro e del Nord. Il 64 per cento di loro – i dati sono sempre riferiti al 2010 – è rimasto lì a lavorare. E sono i migliori, quelli che hanno riportato la media dei voti all’esame più alta e con il più alto voto di laurea. L’Ipe dà ogni anno un contributo ad arginare questa emorragia. Costruisce i suoi percorsi formativi con le aziende, su misura delle aziende. Il placement a sei-otto mesi raggiunge un altissimo livello: 98 per cento. In sostanza quasi tutti i mille allievi usciti dai master Ipe hanno poi trovato occupazione di qualità. Martedì 8 luglio tre ex allievi Ipe si alterneranno al microfono. Le loro storie sono esemplari. La storia di Fabio de Cristofaro, per esempio, napoletano doc, diplomato Ipe del 2009 che, dopo un’esperienza di alcuni anni nel Financial Reporting del Gruppo Assicurazione Generali Spa a Trieste, ora lavora presso la filiale di Napoli di Banca Generali Spa. Quella di Stefania Carannante, anche lei napoletana, laureata alla Parthenope in management delle aziende marittime, diplomata Ipe del 2012: lavora da due anni come technical assistant per CR Marine & Aviation. E infine quella di Nicola De Toro, laureato cum laude in Economia aziendale (vecchio ordinamento) alla Sun. Dopo il master Ipe nel 2006 e una esperienza lavorativa come internal auditor presso Findomestic Banca Spa, passa in Banca della Campania dove nel 2012 diviene assistente finanziario in Direzione di Area Napoli-Caserta: una figura di coordinamento di 33 filiali per tutto quanto concerne la raccolta della Banca e la formazione ai consulenti di rete. Un piccolo ma grande esempio di controesodo possibile e praticabile.