Trivellazioni in Irpinia, ricorso alla Corte Costituzionale

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In seguito alle notizie apparse sulla stampa sull’approvazione, da parte della Camera dei deputati – cui presumibilmente seguirà l’approvazione da parte del Senato – del decreto “Sblocca Italia”, contenente l’art. 38 In seguito alle notizie apparse sulla stampa sull’approvazione, da parte della Camera dei deputati – cui presumibilmente seguirà l’approvazione da parte del Senato – del decreto “Sblocca Italia”, contenente l’art. 38 sulla “Semplificazioni idrocarburi”, il presidente del Consiglio Regionale della Campania Pietro Foglia, preso atto che la deputazione nazionale si era impegnata a modificare questo articolo, ha predisposto un Ordine del Giorno (riportato di seguito), da sottoporre all’Assemblea Regionale nella prossima seduta di mercoledì 5 novembre. “A fronte di un provvedimento del Governo – sottolinea Foglia – che non tiene minimamente conto dei diritti sanciti dalla Costituzione e di un Parlamento che non ha inteso recepire emendamenti e ordini del giorno, l’unica strada percorribile è quella del ricorso alla Corte Costituzionale, non avendo altro potere l’Ente Regione per bloccare un provvedimento legislativo che appare, oltre che dannoso per le comunità locali delle aree interne, ingiustificato e ingiustificabile per la presunzione di poter assumere decisioni, in una materia così delicata per l’ambiente ed il territorio, senza tener conto di Enti che, come la Regione, hanno competenze costituzionalmente sancite, per la tutela dei principi fondamentali dei cittadini”. Per questi motivi il Presidente Foglia ha presentato, condiviso da tutti i Gruppi consiliari, il seguente o.d.g. Il Consiglio regionale Preso atto del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 “Sblocca Italia”, che agli articoli 36, 37 e, in particolare, all’articolo 38 “Semplificazione idrocarburi”, tra le misure per la valorizzazione delle risorse energetiche nazionali, riconosce “interesse strategico” e carattere di attività di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità, alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi; Considerato che: · la Costituzione della Repubblica, all’articolo 117, terzo comma, annovera l’energia tra le materie di legislazione concorrente (lo Stato fissa i principi, le Regioni definiscono la disciplina di dettaglio); · le previsioni del d.l. “Sblocca Italia”, spogliando le Regioni di competenze pur costituzionalmente garantite, liberalizzerebbero tutte le attività relative agli idrocarburi, assegnando al Governo nazionale la titolarità esclusiva in materia energetica; Ribadendo l’ordine del giorno “Semplificazione idrocarburi”, approvato dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome il 19 settembre 2014, che sollecita la revisione concordata con le Regioni dei relativi articoli dello “Sblocca Italia”; Riaffermando la contrarietà del “Sistema Campania” – Istituzioni, enti locali, forze sociali, imprese, movimento ambientalista, associazioni, volontariato, cittadini – alle trivelle, che minacciano oltre al paesaggio,le ricchezze idriche, le risorse ambientali, le produzioni agricole di elevata qualità, che costituiscono una risorsa economica irrinunciabile, IMPEGNA la Giunta regionale a: – intraprendere ogni iniziativa utile nei confronti del Governo nazionale, finalizzata all’adozione di modifiche degli articoli 36, 37 e 38 del d.l. “Sblocca Italia”, coerenti con la tutela costituzionale della legislazione concorrente in materia energetica; – promuovere ricorso alla Corte Costituzionale in caso di conversione in legge delle norme stesse senza modifiche; INVITA tutti i Consigli regionali ad approvare nuove proposte di legge alle Camere preordinate a sancire il divieto della ricerca, della prospezione e della coltivazione di idrocarburi senza il preventivo assenso degli Enti locali e delle comunità interessate.