Trovare lavoro come baby sitter: tutto quello che c’è da sapere

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Chi lavora come baby sitter ha a disposizione numerose opzioni sia per incrementare i propri guadagni che per moltiplicare le opportunità di lavoro. Una chance che merita di essere presa in considerazione, per esempio, è quella relativa alla libera professione, in virtù della quale viene meno il vincolo necessario per la ritenuta d’acconto che si applica nel caso del lavoro occasionale. Puntando sulla libera professione, in effetti, si ha l’opportunità di associarsi a un ente privato che mette a disposizione servizi di baby sitting. Nulla vieta, poi, di aprire un ente di questo tipo in proprio, o magari di avviare una ludoteca. Un’altra ipotesi da prendere in esame ha a che fare con la concorrenza in ambiti più remunerativi e settoriali. Si pensi, per esempio, alle famiglie molto ricche, che a fronte di un maggior numero di ore di lavoro sono disposte a offrire compensi più elevati.

La ritenuta d’acconto

Nel caso in cui si lavori per una famiglia in maniera non continuativa, come accennato, occorre fare riferimento alla ritenuta d’acconto prevista per le prestazioni professionali accessorie e occasionali. Per saperne di più in merito, ci si può rivolgere a una sede Inps che fornirà tutte le informazioni del caso. È indispensabile, a questo scopo, utilizzare il Libretto della Famiglia, che a partire dal 2017 ha preso il posto dei voucher governativi. Ciascun titolo del libretto ha un valore pari a 10 euro, di cui 8 euro sono destinati alla retribuzione e 2 alla copertura Inps. La retribuzione prevede un’ora di lavoro come durata massima.

Le condizioni da rispettare per accedere alla ritenuta d’acconto

Una famiglia è tenuta a fare riferimento a più professionisti che utilizzino la ritenuta d’acconto; in caso contrario deve assumere il professionista, il che vuol dire intraprendere un contratto di collaborazione continuativa. Nel corso di un anno solare si applica il limite di spesa di 5mila euro in servizi occasionali e accessori di cura domestica. Inoltre, il singolo professionista può guadagnare da ciascun cliente al massimo 2.500 euro; questo vuol dire che per avere i 5mila euro garantiti dal libretto è indispensabile avere due o più clienti.

Trovare lavoro come baby sitter con l’aiuto di Adecco

Se ti stai chiedendo “come cerco lavoro come baby sitter”, puoi trovare una risposta nella serietà e nella professionalità di Adecco, realtà che fa parte di The Adecco Group e conta solo in Italia più di 300 filiali. Si tratta della prima agenzia per il lavoro attiva in Italia, che si occupa oltre che di lavoro in somministrazione, anche di selezione, ricerca e formazione.

Quanto si guadagna facendo il baby sitter

Ma qual è il guadagno medio per un baby sitter? Si va da un minimo di 4 euro e 54 centesimi a un massimo di 8 euro e 68 centesimi all’ora, fermo restando che le variabili che entrano in gioco sono numerose, a cominciare dal livello di esperienza del lavoratore e, quindi, dalle competenze che ha acquisito nel tempo. La stipula del contratto prevede di specificare la retribuzione concordata, la durata del periodo di prova, i giorni della prestazione di lavoro e i relativi orari. Inoltre, occorre segnalare la data di inizio del rapporto di lavoro, i giorni di riposo nell’arco della settimana e la data di conclusione del rapporto di lavoro, nel caso in cui sia a termine. Ancora, è opportuno indicare la categoria di inquadramento, le condizioni di vitto e alloggio se presenti, l’anzianità di servizio nella categoria, la convivenza con il datore di lavoro e la precisione di viaggi, vacanze o trasferimenti a cui il baby sitter dovrà prendere parte.

Quali doti sono richieste a un baby sitter

Un bravo baby sitter deve essere estremamente preciso e al tempo stesso puntuale, dando dimostrazione di affidabilità. È chiaro, infatti, che chi affida i propri figli a uno sconosciuto vuol sapere chi si trova davanti, se si tratta di un soggetto serio e soprattutto in che modo si comporterà per prendersi cura dei bambini. Ancora, i baby sitter migliori sono quelli in grado di somministrare i momenti di gioco nel modo più opportuno, tenendo presente che questo tempo non deve essere finalizzato unicamente al divertimento e allo svago, ma anche alla formazione di capacità cognitive e sociali e alla costruzione di legami affettivi.