Truffe digitali, in arrivo il pacco di Natale

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Se l’occasione fa l’uomo ladro, con l’economia digitale le occasioni per delinquere si sono incredibilmente moltiplicate. È di questi giorni il dato sulle truffe natalizie online che si sostanzia in 51mila denunzie alla polizia postale contro le 31mila dello scorso anno. Cresce il ricorso al regalo acquistato a distanza, aumenta il rischio – certificato dai numeri – d’incorrere nel classico “pacco”.
E così, la nobile arte immortalata in tanti film di neorealismo su Napoli d’incartare il nulla con destrezza – sotto forma di mattone o di altro senza valore – diventa industria e assume anche questa i caratteri di un’epidemia. Più potente e pervasivo il mezzo, più grande la tentazione, più numerosi gli episodi di criminalità legati alle moltissime possibilità di applicazione.
Dalla prenotazione a distanza di un viaggio o di un albergo alla semplice compera di un articolo per sé o da regalare l’inganno è dietro l’angolo. Con l’aggravante dell’assoluta mancanza di fisicità nel rapporto e della minore abilità richiesta al criminale per portare a termine il suo disegno. L’anonimato rende tutto più semplice per il ladro e più difficile per il derubato.
Lo stesso vale per i trabocchetti finanziari che inducono risparmiatori mai formati e consapevoli abbastanza ad affidare i propri soldi a siti che promettono la luna senza restituire neanche il pozzo. La Consob arriva a chiudere centinaia e centinaia di portali civetta ma può solo reprimere e non prevenire il proliferare di offerte tendenziose che ingombrano il mercato.
Il risultato, oggi ancora latente ma presto visibile, sarà un’ondata di sfiducia che inonderà l’economia digitale e i suoi strumenti favolosi. L’esperienza insegna che per quanto sofisticati diventino i congegni di protezione ancora più in fretta evolvano i sistemi di aggressione. Con il risultato che nessuno oggi può negare di aver mai ricevuto una delusione informatica.
È chiaro che occorra formare più guardie e più capaci e dotate di mezzi performanti se si vuole almeno in parte arginare un fenomeno in grado di destabilizzare lo stesso impianto su cui si fonda. La fiducia nella vita e nelle transazioni è tutto. Senza questo fondamentale lubrificante il sospetto prende il sopravvento e ogni azione di scambio si mostra lenta e farraginosa.
Cosicché quella sembrava una vittoria della tecnologia si trasforma in una sconfitta per gli individui e la società che cominciano a valutare le perdite dovute all’incanto di un meccanismo infernale che continua a costruire meravigliose proposte a portata di click ma distribuisce sempre più delusioni. Schermarsi, difendersi, è molto difficile. Le esche sono preparate con cura.
Se questo andamento dovesse accentuare la sua intensità il mondo reale potrebbe riprendersi una rivincita su quello virtuale. È vero che i prodotti e i servizi offerti in rete sono di norma più economici di quelli disponibili fuori ma è anche vero che l’assistenza assicurata dal fornitore classico da cui ci fornivamo da sempre non è in alcun modo sostituibile.
Diciamo la verità, anche laddove esista la possibilità di protestare a distanza con un robot o un software in grado di replicare le funzioni umane – e magari disposti anche a darti ragione – non si ottiene la stessa soddisfazione che si prova a questionare avendo davanti agli occhi il tizio in carne e ossa o la tizia che ti ha venduto qualcosa che non ti accontenta.