Truffe e calamità, tutto il mondo è paese

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Wolkswagen, Air France, tragedia in Costa Azzurra: tre facce, molto diverse in verità, che rendono più che “normali” Paesi, che pretendono di essere diversi e, migliori. Rispetto all’Italia! Comunque la si “volti”, quello del colosso tedesco è un imbroglio di dimensioni epocali, “proiettato” sullo schermo dell’Universo Mondo. E le conseguenze non saranno di poco conto per la casa automobilistica, per l’Industria tedesca, per la credibilità di quel Paese, che ha preteso, forte della sua predominanza economica, di dare lezioni a tutti e di richiamare all’ordine mezza Europa. Nel segno del rigore, del rispetto delle regole, dell’austerità. L’imbroglio della Wolkswagen ha di molto indebolito quelle posizioni e non a caso la Merkel in questi giorni è molto meno presente sulla scena e, comunque, sempre a “vele basse”. La Francia, che con Hollande, come prima con Sarkozy, si presta a fare la “foglia di fico” della Merkel, che non a caso lo porta sempre con sé, quasi a guinzaglio, sulla vicenda della “ristrutturazione” dell’Air France, sulle violenze che ne sono seguite, ha mostrato scarsa capacità di governo delle situazioni di crisi sociali. La stessa Francia, con tutto il suo sistema di protezione civile, di fronte alla tragedia della Costa Azzurra, ha dimostrato di non essere migliore dell’Italia, quando è colpita da calamità sconvolgenti. In definitiva: è molto più facile infierire sulla Grecia, e sui Greci, vale per la Germania; è molto più facile colpire i migranti sugli scogli di Ventimiglia o di Calais, che stare correttamente sul mercato mondiale delle auto, oppure gestire una crisi aziendale profonda, oppure adottare normali misure di prevenzione in occasione delle tragedie climatiche. Di fronte a questa ordinaria considerazione viene da pensare che l’Italia non è poi messa così male. Oppure, più sinceramente, che tutto il Mondo è Paese. Al netto delle amare considerazioni sugli Stati Uniti: fra stragi ripetute nei college e vittime a non finire, non appena si avvicina un tifone, da New Orleans alle più recenti tragedie del Nord Carolina.

In pieno agosto, di fronte ai dati allarmanti, e di più, della crisi complessiva del Mezzogiorno d’Italia, Matteo Renzi convocava a Milano gli Stati Generali del PD. La …montagna partorì il topolino: l’annuncio, entro settembre, rigorosamente, così fu detto, di un Masterplan. Come per altri annunci, settembre è …spirato e di questo …escatologico Masterplan neppure l’ombra. Né si annuncia alle porte. Se tutto questo è comprensibile nell’affollata strategia degli annunci di Renzi, non si capisce il silenzio dei deputati napoletani e campani, a cominciare da quelli del PD, su questo grave ed ennesimo ritardo, riferito, fra l’altro, non a fatti, ma solo all’annuncio di fatti da verificarsi. Si conferma l’insipienza di una classe dirigente, parlo sempre del PD, più “brava” nella bagarre dei personalismi e delle posizioni di potere che non a tirar fuori la Campania e il Sud da una crisi senza fine. O a produrre almeno qualche idea! L’irrompere sulla scena di Bassolino, con tutto il sommovimento che sta suscitando in quel partito, sta dando esca ulteriore a quanti altro non sanno fare e si buttano a capo fitto nella mischia per assicurarsi le posizioni più favorevoli in vista dell’ennesima “guerra”. Renzi disse “non abbiamo alibi”: se non risolviamo il problema del Mezzogiorno la responsabilità sarà solo nostra! Appunto! Naturalmente lui non è il solo a non mantenere impegni. Per ricordare solo qualcuno dei tanti assunti, e non mantenuti, dal Sindaco di Napoli: dalla guerra “spietata” ai parcheggiatori abusivi alla realizzazione di un “Parco dell’Amore”! Sic! In tutta questa costante deresponsabilizzazione, un giovane su due continua a non lavorare! La criminalità organizzata può tranquillamente prosperare! TEMOCHE IL “GRIDO” di Papa Francesco – “chi sono io per giudicare” – sia stato inteso come un …rompete le righe dell’ipocrisia, rispetto a quello che forse per secoli ha “bollito” nella pentola di Santa Madre Chiesa. Ma una cosa è la verità, un’altra la discrezione, la delicatezza, il pudore, soprattutto, se si tratta di temi che investono la sfera intima di ciascuno. Per chi “dà scandalo” Gesù Cristo è stato durissimo. Soprattutto per chi lo dà ai bambini. L’”outing” del prelato polacco, Krzysztof Charamsa sulla sua omosessualità già aveva scosso l’opinione pubblica, la “giustificazione” della pedofilia da parte del parroco Altoatesino, don Gino Flaim, ha creato sconcerto ed incredulità. I bambini, soprattutto quelli che vivono in famiglie “difficili”, certamente hanno bisogno di affetto, ma questo non può assolutamente giustificare coloro, i preti nella circostanza, che approfittano di quel bisogno e del relativo stato di soggezione di fronte all’autorità di un sacerdote, per usare loro violenza e soddisfare le proprie voglie malsane! Certo, c’è un problema antico quanto la Chiesa e riguarda il divieto matrimoniale ai preti! Meraviglia che in questo tempo, in queste occasioni che evidenziano un sommerso senza fine, non venga trattato come meriterebbe. Con approfondimento e senso di responsabilità. Resta, per fortuna, il richiamo costante al Vangelo di questo grande Papa, che incita all’Amore, alla Carità, alla Misericordia. Temo che questo messaggio, cosi fascinoso, si innesti su di un… corpo bacato. Da troppo tempo! E che così… non sia!