Trump minaccia i funzionari repubblicani della Georgia

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in foto Donald Trump

di Anthony M. Quattrone, Ph.D.

Il più maldestro tra tutti i tentativi attuati da Donald Trump per ribaltare i risultati delle elezioni presidenziali dello scorso novembre, è sicuramente la pressione esercitata sui pubblici funzionari, fino al punto di ordinare al Segretario di Stato della Georgia, il repubblicano Brad Raffensperger, di sovvertire i risultati elettorali durante un’ulteriore verifica dei voti. Il Raffenspenger avrebbe dovuto “riscontrare 11.780 voti” in più per Trump sottraendo quindi la vittoria a Joe Biden che aveva prevalso per 11.799 voti.
Nella registrazione di una telefonata del 2 gennaio 2021, pubblicata online dal Washington Post il 3 gennaio 2021, si può ascoltare Trump “ordinare” a Raffensperger e al suo consigliere Ryan Germany di “trovare” i voti necessari per sovvertire il risultato ufficiale.
E’ noto che Trump e i suoi consiglieri avevano già contestato più volte i risultati della Georgia, così come quelli di altri stati, senza ottenere alcun successo. Hanno perso sia nei tribunali sia nel ricalcolo dei voti, com’è accaduto proprio in Georgia, uno Stato amministrato dai repubblicani.
Nella registrazione si sente un irato Trump che allude alle possibili conseguenze cui sarebbe incorso il Segretario di Stato della Georgia qualora si fosse rifiutato di sostenerlo nella sua iniziativa.
Per le minacce fatte, Trump potrebbe avere delle conseguenze legali di notevole portata. In particolare per aver chiaramente intimorito Raffensperger preannunciandogli che se non lo avesse aiutato a ribaltatare i risultati delle elezioni in Georgia, avrebbe corso “un grande rischio”. Il Capo dello Staff del presidente, Mark Meadows, ha sostenuto Trump in questa condotta e quindi corre lo stesso rischio.
Raffensperger e Germany non hanno esitato a respingere il tentativo di truffa di Trump e a contrastare ogni falsità sulle elezioni addotta da Trump, ribadendo la correttezza della consultazione georgiana, non cedendo alle accuse, alle lusinghe, ai rimproveri e infine alle minacce. Ribadendogli più volte che le informazioni in suo possesso non erano corrette.
Il 5 gennaio 2021 si terrà in Georgia il ballottaggio per due seggi al Senato. Ai repubblicani basterà vincere uno dei due seggi per tenere un’esigua maggioranza (51 a 49 voti). Se, invece, i democratici riuscissero a vincere entrambi i seggi, si avrebbe un equilibrio (50 a 50), e Kamala Harris, Vice Presidente degli USA, avrebbe il voto decisivo.
Il 6 gennaio 2021 sarà una giornata decisiva per la politica americana. Si conosceranno i risultati delle elezioni senatoriali in Georgia e si svolgerà la riunione del Congresso per vidimare l’elezione di Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti. Contemporaneamente, nella capitale americana Washington D.C., si raduneranno migliaia di sostenitori di Trump chiamati a raccolta dal presidente uscente, per manifestare contro di quello che loro definiscono un furto elettorale.
Si dissolve come neve al sole l’ultimo maldestro e fraudolento tentativo di Trump di restare aggrappato alla poltrona dell’ufficio ovale. Mai nessun candidato presidenziale nella storia (seppur breve) degli Stati Uniti d’America si era comportato così.
Le istituzioni dovranno reggere all’ultimo scrollone di Trump nel tentativo di farle traballare. Si dovrà contare sulla fermezza dei funzionari pubblici statali e federali di tutto il Paese in tutti i ruoli. Sarà necessario mantenere alta l’attenzione, senza permettere a provocatori facinorosi e violenti di prendere iniziative e il sopravvento. Questo è l’appello che proviene dai leader democratici e repubblicani amanti dello Stato di Diritto. Sarà necessario tenere duro fino al 20 gennaio quando, dopo mezzogiorno, si metterà fine all’era di Donald Trump presidente.

La registrazione della telefonata pubblicata dal Washington Post