Tumore del rene, più malati al Nord che al Sud

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Al Nord ci si ammala di più di tumore al rene piuttosto che al Sud. E un caso su quattro è causato dal sovrappeso. E’ questa la fotografia dello stato del tumore del rene presentata a Roma nel corso di un incontro con i giornalisti organizzato da Intermedia. Nel 2017 in Italia sono stimati 13.600 nuovi casi di tumore renale, che si vanno ad aggiungere alle altre 130mila persone con la stessa patologia, aumentata del 31% in otto anni, dal 2010 al 2017. Quest’anno i nuovi casi riscontrati nel Mezzogiorno vedono un -43% tra gli uomini e un -40% tra le donne rispetto al Settentrione. Tra le cause di questa differenza i medici ipotizzano il maggiore consumo di frutta e verdura fresca, tipico della dieta mediterranea, molto diffusa al Sud, che di fatto protegge dal rischio di insorgenza della neoplasia. “Al sovrappeso va ricondotto il 25% delle diagnosi: un dato preoccupante se consideriamo che il 31,7% degli italiani over 18 è in eccesso di peso e il 10,5% obeso”, spiega Camillo Porta, oncologo della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia. Tra le altre cause che fanno scatenare la patologia, il fumo, l’ipertensione arteriosa e l’esposizione occupazionale a cancerogeni chimici. Tra le armi nella lotta contro il tumore del rene, l’immuno-oncologia. Nivolumab è stata la prima molecola a dimostrare un beneficio di sopravvivenza in pazienti precedentemente trattati: il 39% è vivo a 3 anni rispetto al 30% di quelli che hanno ricevuto everolimus (terapia target). “I dati confermano l’efficacia dell’immuno-oncologia – dice Giacomo Cartenì, direttore dell’Oncologia medica dell’ospedale Cardarelli di Napoli -. Va inoltre considerato che le percentuali a tre anni tendono a mantenersi a lungo termine. L’obiettivo è arrivare in poco tempo alla personalizzazione del trattamento che è sempre più articolato grazie alle continue innovazioni nelle conoscenze biologiche della malattia”. Lo stesso Cartenì ha sottolineato come “un terzo dei pazienti arriva alla diagnosi in stadio avanzato metastatico e in un terzo la malattia si sviluppa nella forma metastatica dopo l’intervento chirurgico con limitate possibilità di trattamento. Quindi solo il 30% dei casi guarisce grazie alla sola chirurgia”.