Turchia, l’Italia restituisce una stele dell’antica Lidia

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In foto Murat Salim Esenli
L’Italia ha deciso di restituire alla Turchia una stele dell’antica Lidia di 1800 anni fa, rubata nel 1990 e recuperata dai carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio. A darne l’annuncio il ministero della Cultura turco, che ha specificato che oggi la preziosa opera verrà consegnata all’ambasciata turca a Roma di cui Sua Eccellenza l’Ambasciatore , Murat Talim Esenli, per poi tornare in Turchia.
La stele fu rubata dal sito archeologico di Saittai, nella provincia di Manisa, nella Turchia centro-occidentale, nel 1990, per poi essere trovata dai carabinieri durante un raid del 1997, compiuto presso un negozio di antiquariato. L’origine della stele fu poi confermata dall’Interpol di Ankara e da alcuni accademici, con la Turchia che ha chiesto a più riprese la riconsegna dell’opera, sempre però negata dai tribunali italiani, a causa dell’impossibilità di provarne con certezza la provenienza. La Turchia ha però insistito, presentando perizie di archeologi e pareri di specialisti, fino ad ottenere la restituzione con una sentenza attesa per 23 anni.
Sulla stele è rappresentata la storia di un Dio che punisce Melita e Makedon per aver rubato una rete da pesca e altri oggetti. I parenti dei due furfanti, disperati, chiesero aiuto ad Apollo Aksyros, donando al tempio intitolato al dio la stele in questione.
La civiltà della Lidia si è sviluppata tra il 1200 e il 546 avanti Cristo, anno in cui divenne una provincia dell’impero persiano Achemenide (la Satrapia Lidia), mentre nel 133 avanti Cristo divenne una provincia dell’impero romano. La Lidia aveva il suo centro proprio nella Turchia occidentale, nel territorio dove ora si trovano le province di Usak, Smirne e Manisa.