Turismo, 1,6 miliardi di euro per le feste sulla neve

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Un milione e 850mila presenze tra Natale, Capodanno e l’Epifania. Centoventimila in più dello scorso anno. Un’impennata del 7,5% rispetto al 2016. Un giro d’affari da 10,6 miliardi di euro per l’intera stagione sulla neve, marzo incluso. Un boom di presenze e di fatturato trainato dal generale inverno e dalle sue abbondanti nevicate. Un formidabile alleato della filiera turistica “bianca” italiana in questo primo scorcio di stagione. Se le premesse saranno confermate, saliranno a quasi 11 milioni le presenze complessive sulla neve tra dicembre di quest’anno e marzo del 2018 (80/100 giorni di attività) per un fatturato stimato in 10,6 miliardi (+6,6%). A prevedere queste performance una indagine condotta dal Centro studi CNA su un campione significativo di operatori turistici delle principali località sciistiche italiane che addirittura puntano su molti “tutto esaurito” nelle festività.
Un andamento in linea con il ponte dell’Immacolata che dai primi bilanci mostra un significativo miglioramento sui dati, già in crescita, del 2016. Nel dettaglio, le presenze nelle prossime festività si divideranno quasi equamente tra turisti che scelgono la formula della “settimana bianca” e vacanzieri da week end. Disaggregando il fatturato la parte del leone è appannaggio della ricettività alberghiera (585 milioni), seguita da: servizi diretti alle attività turistiche (dalle attrezzature agli impianti di risalita, per un totale di 580 milioni), ricettività extra-alberghiera (230 milioni) e ristorazione, shopping e intrattenimento (205 milioni).
Nella indagine del Centro studi CNA, a salire sul podio più alto per crescita di presenze è il Trentino Alto Adige (+19%), seguito dalle damigelle d’onore Lombardia (+17%) e Piemonte (+16%). Quindi, a seguire, Valle d’Aosta (+14%) Friuli Venezia Giulia (+13%), Veneto (+11%) e le regioni appenniniche, con Toscana ed Emilia Romagna, Abruzzo e Lazio (+10% complessivo). Un andamento, se confermato a consuntivo, molto soddisfacente per tutta la filiera turistica italiana. Ma che non nasce a caso. A trainarlo l’offerta di qualità delle strutture tricolori che – grazie all’impegno e agli investimenti degli imprenditori, quasi tutti piccoli e piccolissimi – riescono a tener dietro alle richieste sempre più sofisticate del turismo invernale nazionale e internazionale, in particolare in materia di sicurezza (assistenza, informazione e soccorso in caso di necessità) e di servizi legati al benessere, chiesti espressamente dal 58 per cento dei clienti (+8,7 per cento sul 2016).
In città e in prossimità degli impianti di risalita operano gli artigiani dello sci e dell’attrezzatura da neve. Un esercito di specialisti che permette di sciare in tutta sicurezza effettuando un fondamentale opera di manutenzione (o di personalizzazione dell’attrezzatura appena acquistata) o da risistemare prima di cominciare a sciare o di effettuare un’escursione con gli sci da fondo. Il movimento d’affari di questi laboratori della neve che operano a stretto contatto con i negozi specializzati ( o addirittura nello stesso ambito delle superfici di vendita) anche quest’anno toccherà punte di rilievo con oltre 180 mila paia di sci, 140 mila attacchi e 190 mila scarponi venduti o personalizzati, con un aumento del 5,5% rispetto alla passata stagione e superando i 60 mln di euro di fatturato.
Cresce sempre di più l’esigenza di sciare in sicurezza, insomma, con l’aumento della vendita anche dei caschi arrivando quest’anno secondo le previsioni a circa 370 mila pezzi. Sulla tendenza già positiva della scorsa stagione , anche quest’anno aumenteranno gli utilizzatori delle scuole di sci, servizio essenziale abbinato al pacchetto della ricettività per i turisti, di ogni età, che vogliono imparare a sciare e necessariamente si affidano a professionisti maestri di sci. Non mancano servizi su misura per i più piccoli molto spesso inclusi nei pacchetti famiglia.