Turismo, Campania meglio del resto d’italia. Fiavet: ma si può fare meglio

168

Stagione turistica positiva in Campania, in controtendenza rispetto al mercato italiano che è stagnante. A far registrare numeri positivi alle aziende campane è il massiccio arrivo di stranieri diretti soprattutto in Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana.Ettore Cucari E’ il quadro illustrato da Ettore Cucari, presidente di Fiavet Campania, secondo cui “si prospetta un settembre molto positivo tra Sorrento, Capri, Ischia e Procida con l’arrivo di turisti stranieri“. Molti tedeschi, inglesi e americani, ma sta emergendo il turismo proveniente dall’Est Europa, in particolare Polonia e i paesi baltici. “La loro situazione economica migliora – spiega Cucari – e in numero sempre maggiore vanno in vacanza, come accadde in Italia nel secondo dopoguerra. Fino a qualche anno fa era impensabile puntare sul mercato dell’Est Europa mentre oggi è uno dei più allettanti“.

Visitatori d’elite nelle Costiere

La parte del leone è tutta della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana, che attraggono “un turismo ricco e che cresce anche di reputazione. I turisti vengono ma non solo, ritornano in quei posti e ciò aiuta“. Stazionario il mercato interno, quello degli italiani che secondo Cucari doveva essere sfruttato maggiormente “anche e soprattutto alla luce della crisi di Tunisia, Turchia ed Egitto percepite come mete pericolose. Sono destinazioni balneari e archeologiche e le loro disgrazie avrebbero dovuto avvantaggiare le mete italiane, ma così non è stato“.

Le note dolenti

Colpa, secondo il presidente campano della Federazione italiana delle associazioni imprese di viaggi turismo, “della scarsa programmazione, della comunicazione carente e dell’incapacità a ottimizzare quello che abbiamo. Con una buona programmazione e collaborazione tra pubblico e privato – aggiunge – potremmo incrementare i dati del turismo del 10 per cento, ma mentre la media mondiale viaggia sul 7% noi, se va bene, siamo fermi al 2 per cento“. Cucari cita i casi di Pompei, con le iniziative notturne “lodevoli ma iniziate con troppo ritardo, abbiamo perso giugno, luglio e metà agosto“, della “Reggia di Caserta e di Paestum, non sfruttate a dovere” ma soprattutto di Napoli, dove “non c’è alcun programma“, secondo la sua valutazione. Infine, altra nota dolente, “i trasporti: il problema è sempre quello, per ottimizzare la situazione servono sia i collegamenti lunghi che quelli locali“.