Turismo in Campania, nel 2019 bene gli alberghi ma i b&b perdono il 20%: Troppi disservizi

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Terremoto nell' Isola di ischia, nella foto turisti lasciano l' isola (Napolipress/Fotogramma, NAPOLI - 2017-08-22) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Soggiorni più lunghi, Napoli non più tappa per una escursione fugace e una spiccata preferenza per le soluzioni alberghiere: i dati sull’andamento del turismo a Napoli e in Campania per il mese di agosto non sono ancora disponibili, ma la tendenza registrata nei primi mesi del 2019 e nel periodo giugno-luglio, con un’analisi anche sul Ferragosto, restituisce questa immagine. Bisogna incrociare i dati di Federalberghi Campania e di Abbac, l’associazione b&b e affittacamere della Campania. Ci sono delle differenze e sono notevoli. Mentre negli alberghi c’è un trend di crescita, nel settore dell’ospitalità diffusa c’è un calo del 20% nell’occupazione delle camere rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Federalberghi registra invece l’82,1% di occupazione delle camere nel solo mese di luglio, contro il 72% dello scorso anno. A Ferragosto il 76% delle sistemazioni alberghiere era occupato, come nel 2018. Più in generale, il primo semestre del 2019 ha fatto registrare una crescita dello 0,4% nel settore alberghiero, portando il 78,4% del 2018 al 78,8%. Ma sull’incremento di luglio, secondo il presidente di Federalberghi Napoli Antonio Izzo, hanno influito le Universiadi. “È un risultato abbastanza soddisfacente che, però, si scontra con i numerosi disservizi evidenziati dai turisti ospiti delle nostre strutture – sottolinea – lamentele che hanno riguardato soprattutto i trasporti, in particolare per gli orari di chiusura, l’esiguità del numero di corse e anche le difficoltà nel reperire i biglietti”.
Note negative che rimarca anche il presidente di Abbac, Agostino Ingenito. “Abbiamo registrato una flessione importante per diversi fattori – spiega il rappresentante dell’associazione che riunisce b&b e affittacamere in Campania – sicuramente la ripresa dei flussi verso il Nord Africa e verso i Paesi balcanici ha influito sull’offerta low cost. Non possiamo essere competitivi. Ma è anche vero che i nostri turisti lamentano difficoltà logistiche, una mobilità ridotta, una scarsa organizzazione sul territorio”. Vanno bene Napoli, la costa di Amalfi e la penisola Sorrentina, nonostante i disagi nei collegamenti, ma per le aree interne la situazione non è incoraggiante. “Mancano addirittura i dati delle altre province – rivela Ingenito – e soprattutto non condividiamo l’idea di finanziare da parte della Regione eventi che vengono presentati come attrattori internazionali e che invece hanno solo una ricaduta locale. Anche per i grandi eventi di Napolimanca una programmazione. È inutile presentare grandi mostre un mese prima e non darci la possibilità di predisporre dei pacchetti adeguati”. Eppure, soprattutto a Napoli, le permanenze si prolungano. La città è una meta nella quale si trascorrono mediamente 2,5 giorni. Attrae soprattutto turisti stranieri, e il molo Luise, attracco a Mergellina, è stato affollato tutta l’estate da mega-yacht di celebrità, oltre alle superbarche in rada per più giorni. “Ma non mancano le lamentale – sottolinea Izzo – pulizia delle strade, verde pubblico poco accogliente. Queste lamentele rappresentano occasioni perse per il turismo cittadino perché per rendere Napoli stabilmente una meta turistica estiva è necessario che questi aspetti migliorino. Purtroppo si ripresentano con estenuante puntualità ogni anno”. Per gli operatori del settore, diventa rilevante l’impiego della tassa di soggiorno. “I Comuni tendono ad aumentarla ogni anno – polemizza Ingenito – senza però reinvestire i proventi in servizi per il turismo. I trasporti sono essenziali. Da un anno chiediamo alla Regione Campania una commissione permanente sui trasporti in penisola sorrentina e in costiera amalfitana, ma senza ottenere risposte. Allo stesso tempo per le aree interne non riusciamo a intercettare un tipo di turismo ‘lento’, degli appassionati di sentieri che potrebbe dare numeri importanti. Ci sono risorse europee destinate per esempio all’Alta Irpinia e non sono state ancora spese”.