Turismo in Italia? C’è ancora tanto da fare

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A prescindere da qualsiasi tipo di considerazione che si potrebbe fare sulla gestione del settore turistico in Italia, è certamnete opportuno prima di lamentarsi della mancanza di fondi e di parsonale, analizzare la qualità e il livello di chi offre servizi turistici. Viaggiando e spostandosi spesso, si può riscontrare che il livello medio dell’erogazione dei servizi turistici è mediocre, se non scarso. Non è opportuno generalizzare, ma direi che in questo frangenete sia necessara un’autocritica a noi stessi. Prima di tutto, è riscontrabile un’assoluta ignoranza rispetto la conosscenza di una lingua straniera. E già questo è sconvolgente, poichè a seguito dei grandi flussi turistici provenienti dall’estero avere una discreta padronanza di una lingua straniera contribuisce a garantire un servizio completo ed efficiente. Almeno una conoscenza della lingua inglese.  Purtroppo i malcapitati turisti a volte si trovano nelle condizioni di doversi spiegare a gesti, poichè dall’altra parte non c’è risposta , se non un goffo tentativo di spiegarsi attraverso un’orribile miscellanea impronunciablie. Un altro aspetto raccapricciante è la scarsa conoscienza del territorio, sia da parte di chi lo abita e sia da parte degli enti competenti. Il non saper fornire indicazioni stradali precise, trovarsi in imbarazzo di fronte ad una richiesta di un turista che esuli da quelle canoniche del tipo “food”; “drink”;”City Center”. Purtroppo se si uniscono questi tasselli in un unico grande mosaico, si capiscono tante cose. E’ senz’altro vero che di concause che contribuiscono allo stato arretrato dell’erogazione del servizio turistico se ne potrebbbero elencare anche tante altre, numerose delle quuali indipendenti dalle compnenti elencate pocanzi. Effettivamente le strutture, il personale e talvolta l’incuria del sito d’interesse culturale, salvo qualche rara eccezione, in Italia sono inadeguate ad un utenza intenazionale e di dimensioni considerevoli. Però se si iniziasse dalla selezione più accurata del personale e dall’impartire qualche corso di formazione per il personale in servizio di lingua inglese, oltre a magari un’assunzione su larga scala di giovani, si potrebbe in un qualche modo ovviare a questo problema. C’è un solo aspetto che ancora ci può salvare, ma che evidenntemente non è abbastanza: l’ italianità. Si può dire che il nostro “essere italiani” ci salva da molte circostanze. I luoghi comuni dell’essere bonaccioni e sorridenti ancora funzionano. Non so per quanto ancora, ma per ora funzionano, ma non sono abbastanza.