Turismo, stretta sulle strutture abusive. Asse tra FederComTur e Governo

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In foto Claudio Pisapia, vice presidente nazionale della Cepi e d.g. di AssoCepi Salerno
Il Governo, in particolare il ministero del Turismo e Agricoltura presieduto dal Gianmarco Centinaio, vara una stretta antievasione sugli affitti brevi, relativi al turismo extralberghiero. Nel decreto crescita sono stati inseriti dai relatori, con l’appoggio dell’Esecutivo, alcune norme per tentare di contrastare il “mare nero”, l’abusivismo che caratterizza il settore del turismo extralberghiero. In particolare viene istituito il “codice nuovo” per identificare tutte le strutture, vengono rafforzati gli obblighi, quali il versamento delle imposte compresa la tassa di soggiorno. “Questo dimostra che il nostro lavoro, di Cepi, ed in particolare di Federcomtur che ha inviato al ministero e ad alcuni componenti delle Commissione Attività Produttive, in particolare onorevole Colla e onorevole Colucci, un dossier sui B&B e le case vacanza andando a stigmatizzare l’esistenza di un “buco nero” e di una vacatio legislativa che non consentiva di poter controllare la struttura ricettiva extralberghiera non solo nel versamento delle tasse di soggiorno ma soprattutto al pagamento delle imposte in genere”, si legge in una nota. Le strutture che godono di un regime fiscale “integrazione al reddito familiare” spesso non sono gestite dai residenti e non rispettano i canoni e le caratteristiche di una legge delegata alle Regioni. Il codice unico sul turismo serve proprio a garantire l’unitarietà delle strutture relative sia ai B&b che alle case vacanza e pertanto avvicina all’idea di avere un unico proprietario per ciascuna struttura. “Noi di Federcomtur, accogliamo con interesse e curiosità questo primo intervento e auspichiamo che si possa arrivare alla revisione totale del turismo extralberghiero, che è da sempre un nostro cavallo di battaglia, perché al servizio di un turismo che va ad integrare quella fondamentale offerta dei borghi, dei centri storici, dei piccoli comuni, dei centri commerciali naturali ( facendo vivere in modo diverso e pregnante le città anche nei periodi di vacanza),che godono di bellezze e di paesaggi troppo spesso trascurati dal turismo tradizionale di massa”, dichiara il segretario generale Claudio Pisapia. “Noi di Federcomtur Cepi, siamo pronti a qualsiasi confronto per avere una sinergia di intenti e fare in modo che questa branchia del turismo, ”altro turismo” in grande crescita, sia alternativa e non concorrenziale al turismo alberghiero tradizionale, ed anzi vada a colmare un vuoto che spesso trascura flussi turistici che potrebbero raggiungere zone che vanno ad integrare quel sistema turistico che oggi viene un po’ dimenticato dai tour operator tradizionali”, conclude.