Tutti i simboli di Salvini

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Roma, 3 set. (AdnKronos) – Per il nome “Lega” non si tocca. Il ministro dell’Interno lo ha ribadito ieri sera alla Berghem fest, smentendo l’ipotesi di un cambio di nome del suo movimento politico nel caso in cui il Tribunale del riesame di Genova, mercoledì 5 settembre, dovesse pronunciarsi per il sequestro dei fondi del Carroccio. A lanciare l’allarme su un possibile shut down della Lega è stato il vicesegretario federale e sottosegretario a Palazzo Chigi, Giancarlo Giorgetti: “Se il 5 settembre tutti i futuri proventi” che “affluiscono nelle casse della Lega vengono requisiti, allora è evidente che a quel punto lì un partito politico non può più esistere…”, ha detto il vice di Salvini senza giri di parole.

Negli ultimi 4 anni il leader leghista ha più volte bussato alla porta dell’Ufficio brevetti e marchi del Ministero dello Sviluppo economico per registrare i simboli delle sue iniziative politiche. Il 4 dicembre 2014 il Capitano deposita “Noi con Salvini”, movimento che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto far breccia nell’elettorato del Sud Italia e rappresentare l”alter ego’ meridionale della Lega Nord.

Prima ancora – il 25 settembre dello stesso anno – Salvini fa registrare “Lega con Salvini – Popoli e identità”: la parola “Nord”, con largo anticipo rispetto alla storica (e drastica) scelta adottata in occasione delle ultime elezioni politiche, viene già accantonata. E nel simbolo compare anche una piccola scritta gialla “Basta euro”.

Passano 3 anni, la Lega continua a mietere consensi in tutto lo Stivale; manca meno di un anno alle politiche e il 14 aprile del 2017 l’attuale capo del Viminale deposita i marchi “Salvini premier – idee cuore coraggio” e “Prima gli italiani”: si tratta di scritte bianche su sfondo blu, ispirate ai cartelloni pro-Trump “Make America Great Again” sventolati dai supporter del presidente Usa durante la campagna del 2016. Alle politiche del 4 marzo 2018 la Lega di Salvini, con oltre il 17% dei consensi, riscuote il miglior risultato della sua storia. Sul simbolo elettorale esce di scena la parola “Nord”: rimangono solo “Lega” e lo spadone di Alberto da Giussano, accompagnati dalla dicitura “Salvini premier”.

Il simbolo della Lega di stampo nazionalista verrà depositato da Salvini presso l’Ufficio brevetti e marchi del Mise solo lo scorso 15 giugno, più di due mesi dopo le elezioni, insieme ad altri due loghi: uno presenta solo la figura stilizzata di Alberto da Giussano su sfondo bianco, l’altro vede il guerriero di Legnano sormontato dalla scritta “Lega” in blu.

La decisione del Tribunale del riesame di Genova attesa per mercoledì rischia di essere l’Armageddon della Lega, ma Salvini ostenta sicurezza e mette le cose in chiaro: “Noi non facciamo politica in base ai soldi e alle sentenze di questo o di quel magistrato… Abbiamo un programma di governo e quello rispettiamo. A tasche piene o a tasche vuote, colpevoli o innocenti. E il nome Lega – avverte – non si tocca”.