La situazione mondiale è già ora simile a un groviglio molto difficile da dipanare. Essa, a stretto giro, renderà quasi impossibile il formarsi di alleanze stabili, vale a dire sapere chi è alleato con chi, lo è stato o, probabilmente, lo sarà. Già in atto da un po’, negli ultimi tempi è cresciuto a dismisura un giro vorticoso di trasferte con scopo visita di cortesia di capi di stato a loro colleghi, e/o di ministri con varie competenze nei rispettivi governi, latori di veri impegni finalizzati. In alcuni casi, quegli impegni hanno molto in comune con i libretti di alcune operette. Del resto furono redatti sulla trama e l’ordito di situazioni vere, in cui gli ambasciatori di paesi in lite si scambiavano le rispettive dichiarazioni di guerra o comunque dimostranze, a suon di musica e brindando con coppe di champagne: non si è mai capito per augurare o augurarsi cosa. Attualmente, mutatis mutandis, si ha la sensazione che Tizio decide di far visita a Caio, ritenuto il superpotente di turno, nonché l’ago della bilancia di quanto si sta verificando su buona parte della Terra. Si affretta a farlo, venuto com’è a conoscenza, che Sempronio si stia preparando alla stessa trasferta, anche se non conosce nemmeno de visu chi lo riceverà.Tizio si comporta come chi pensa che sia sempre opportuno partecipare facendo da sherpa, anche se diverse volte ciò che avviene è completamente indipendente dai motivi accennati. In definitiva quel comportamento ricorda la captatio benevolaentiae che poco, se non proprio nulla, può condizionare le decisioni già prese dal padrone di casa. La ragion d’essere di quanto descritto sin qui è costituitq soprattuto dal fatto che tale dominus osa proporsi come distensore di un clima che oramai è definibile al calor bianco. Da una misura eseguita a spanne, è venuto fuori che il gioco alla guerra non giungerà a breve al traguardo. Arrivati a tal punto, occore solo convincersi, ma sarà difficile, che quanto sta accadendo sia solo un incubo. Pochi ci riusciranno.






































